Ponte Cremenaga | 10 Luglio 2017

Caso rapina, la Lega dei Ticinesi: “Chiudere dogane di notte”. Le repliche di Pellicini, Passera e Rigazzi

Dopo le parole del deputato della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, arrivano le repliche dei primi cittadini di Luino, Maccagno con Pino e Veddasca e Cremenaga

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Dopo la rapina avvenuta nella giornata di sabato 8 luglio presso un distributore di benzina di Ponte Cremenaga al confine tra Italia e Svizzera, la Lega dei Ticinesi interviene nuovamente sulla questione della sicurezza riguardante le piccole dogane, chiedendo la chiusura notturna di tutti i valichi minori. Dal canto suo il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, ribadisce che nessun timore esiste per gli interventi propagandistici provenienti dalle fila della Lega dei Ticinesi. A destare le preoccupazioni del primo cittadino, infatti, è l’atteggiamento passivo messo in atto dal Governo italiano, rispetto al quale solerte è stato il sollecito sulla questione fatto pervenire al ministro Minniti. Deciso, infine, l’intervento del sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera che definisce la chiusura delle dogane una “sconfitta a priori” e ribadisce: “Non si risolvono problemi brandendo paura”.

“La misura deve essere resa definitiva ed estesa a tutti i confini con la penisola. Questo infatti ha stabilito il parlamento federale approvando la mozione della consigliera nazionale leghista Roberta Pantani. E che nessuno si sogni di calare le braghe davanti agli immancabili strilli italici che torneranno a sollevarsi davanti all’applicazione integrale di quanto deciso dalle Camere Federali”. Queste le parole che il deputato della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, ha rilasciato a “Il mattino della domenica” a seguito della rapina avvenuta a Ponte Cremenaga. Una spinta sempre più forte, dunque, nella direzione della chiusura notturna definitiva per tutti i valichi secondari. Del malvivente che ha messo in atto la rapina nella giornata di sabato, motivazione di nuovo vigore per i sostenitori del provvedimento in oggetto, non si sa ancora nulla, ma, come in precedenza ampiamente ribadito, nessuna connessione sembra esistere tra i due accadimenti. La chiusura delle dogane, infatti, riguarderebbe la fascia oraria 23-5, mentre le rapine, come quella sulla quale e tornato ad intervenire Quadri, sovente, sarebbero perpetrate nelle ore pomeridiane.

Ad intervenire nel dibattito è, poi, il sindaco Andrea Pellicini: “Il problema – spiega Pellicini – non sono le sparate propagandistiche della Lega dei Ticinesi o i toni insopportabili dell’UDC Svizzera, che non ci hanno mai fatto paura, ma l’atteggiamento del nostro Governo, che non può continuare ad essere passivo. In questo senso – continua il primo cittadino -, ho da tempo sollecitato il ministro Minniti ad intervenire per dimostrare che l’Italia ha a cuore le politiche di sicurezza transfrontaliera e non agisce soltanto per recuperare risorse con la doppia tassazione dei lavoratori frontalieri”.

Dichiarazioni in merito alla vicenda giungono poi dal sindaco di Maccagno con Pino e Veddasaca, Fabio Passera: “Nel nostro comune si cono due valichi, quello di Zenna che non è un valico secondario, ma invece è una direttrice principale, e poi quello di Indemini. Per principio credo che chiudere le dogane sia una sconfitta a priori, non si risolvono problemi brandendo paura. Lo spettro della paura non ci piace e per questo ragione entro fine luglio attiveremo un sistema di letture targhe in prossimità della prima galleria verso Zenna e dell’inizio della Sp5, verso la Veddasca. E’ giusto lavorare in questo modo, visto che la tecnologia ci aiuta. Dalla fusione la vittoria di due bandi di Regione Lombardia ci ha permesso di attuare questa decisione”.

“Lo Stato Italiano – afferma il sindaco di Cremenaga, Domenico Rigazzi – ha firmato l’accordo di Schengen, che prefigge la libera circolazione delle persone. Non importa se principali o secondari, i valichi devono sempre rimanere aperti. Il governo deve intervenire. Tutte le popolazioni, anche quelle di paesini minori, devono essere tutelate. Non credo ci sia logica dietro queste dichiarazioni. Attualmente, poi, le sbarre presenti in dogana sono inutili, perchè nelle ore notturne chi vuole passare lo può fare ugualmente a piedi. Ci vorrebbero cancelli, casomai, o, e sarebbe meglio, maggiori controlli da parte della polizia per presidiare il territorio. Un altro strumento utile che noi abbiamo adottato, come penso abbiano fatto anche gli svizzeri, è quello delle videosorveglianza. Queste rapine, poi, vengono compiute di giorno, non di notte. Per questo io mi chiedo perchè il preconcetto che dall’Italia arrivano delinquenti?”.

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Una risposta a “Caso rapina, la Lega dei Ticinesi: “Chiudere dogane di notte”. Le repliche di Pellicini, Passera e Rigazzi”

  1. Giorgio Bosoni ha detto:

    Già però non succede mai che rapinato un distributore italiano, i malviventi si rifugiano in Svizzera. Sempre e solo al contrario.

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