Sono stati presentati nella mattinata di oggi, presso l’Antica Rimessa del Tram di Lavena Ponte Tresa, i dati relativi al campionamento effettuato sul lago Ceresio da Goletta dei Laghi di Legmambiente. Sei i punti sui quali sono stati effettuati i prelievi: uno a Claino con Osteno sulla foce del fiume Telo di Osteno,tre a Porto Ceresio sulla foce del torrente Vallone, sulla foce del torrente Brivio e sulla foce rio Bolletta e due a Lavena Ponte Tresa, sullo scarico presso il canneto di Via Zanzi, altezza n. 44 e sullo scarico lungolago XXV Aprile, all’altezza di piazza IV Novembre. Due su sei i punti risultati inquinati con particolare riferimento al rio Bolletta che supera i limiti di legge in maniera preoccupante.
Nella terza tappa della campagna 2017 l’equipaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente è sbarcato anche sul Ceresio. La Goletta dei Laghi, realizzata in collaborazione con CONOU, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, è una campagna itinerante che dal 2006 interessa i maggiori laghi della penisola, per la tutela di un patrimonio troppo spesso minacciato da inquinamento, illegalità, speculazioni edilizie, scarichi abusivi e tentativi di privatizzazione. Il tour si snoda attraverso 6 regioni toccando 11 laghi, alla ricerca delle principali criticità che riguardano non solo le acque, ma l’intero sistema territoriale lacuale.
Alla conferenza stampa erano presenti: Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia, Talia Laurenti responsabile del laboratorio di Goletta dei Laghi, Sergio Franzosi e Milena Nasi di Legambiente Valceresio, Massimo Mastromarino sindaco di Lavena Ponte Tresa e Franco Pozzi vicesindaco di Porto Ceresio. Nel monitoraggio della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso si trovano lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. “Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni – commenta Barbara Meggetto, responsabile Goletta dei laghi di Legambiente -. Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento”.
Il dettaglio delle analisi di Goletta dei laghi. In provincia di Como la situazione della foce del fiume Telo di Osteno a Claino con Osteno continua il trend negativo degli ultimi tre anni, con un giudizio di “inquinato” relativamente ai campioni prelevati. Entro i limiti, invece, in provincia di Varese a Porto Ceresio la foce del torrente Vallone e quella del torrente Brivio, che quest’anno superano la prova dei monitoraggi, così come il canneto di Via Zanzi a Lavena Ponte Tresa, nuovo punto inserito nei monitoraggi e il lungolago XXV Aprile sempre a Lavena Ponte Tresa, che nella passata edizione era invece risultato “fortemente inquinato”. Nonostante un generale miglioramento dei risultati dei monitoraggi scientifici della Goletta dei Laghi, anche quest’anno si rilevano livelli molto elevati di inquinamento fecale nel Rio Bolletta, con escherichia coli oltre i 68.000 UFC/100ml e enterococchi oltre gli 11.000 UFC/100ml. Se si considera che i parametri di riferimento per gli scarichi dei depuratori nelle acque superficiali secondo la normativa prevedono i limiti di 500 UFC/100ml per gli enterococchi e di 1000 per l’escherichia coli, i numeri registrati sono preoccupanti.
In 9 anni di monitoraggio, la situazione non accenna a cambiare e sta minando la salute di un importante bacino prealpino, che la Lombardia condivide con la Svizzera. “Per un decennio abbiamo continuato a denunciare il sottodimensionamento del sistema di filtrazione delle acque e la situazione allarmante del Rio Bolletta, nel quale sfocia il depuratore, ne è la viva dimostrazione – spiega Sergio Franzosi, presidente del Circolo Legambiente Valceresio Onlus -. Auspichiamo che i due milioni di euro stanziati da Regione Lombardia e dall’accantonamento dei Comuni rivieraschi siano presto investiti per un intervento risolutivo. Per il momento siamo ancora nella fase preliminare di analisi della rete fognaria, ma è evidente che servirà un’operazione strutturale e di ampliamento del sistema esistente”.
Si dice soddisfatto il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino, sia per i risultati ottenuti, che per le modalità di approccio adottate rispetto al problema. “Sono fiero dei risultati che sono emersi, capaci di mostrare che sul lago qualcosa si sta facendo, ma lo sono ancora di più per il lavoro di squadra che proprio intorno a questa tematica è nato – spiega il primo cittadino -. Pur consapevole del fatto che il progetto non sarà esente da difficoltà, sono fiero di aver intrapreso, anche grazie allo sguardo vigile di Legambiente, una strada che sino a qualche anno fa era impensabile. E’ fonte di grande soddisfazione, infatti, appurare che i soldi del Patto per la Lombardia, invece che essere convogliati su strade, stabili e infrastrutture, siano stati destinati al lago Ceresio”.
Positivo anche il giudizio di Milena Nasi di Legambiente Valceresio “Con orgoglio anche noi di Legambiente Valceresio rivendichiamo il fatto di aver sempre puntualizzato e puntato il dito rispetto a questo problema per noi centrale. Inoltre, se come sempre si dice, la volontà è quella di promuovere lo sviluppo turistico dei nostri laghi l’acqua pulita è fondamentale. I risultati di oggi ed una progettualità in questa direzione rappresentano certamente un passo avanti”.
In rappresentanza dell’amministrazione di Porto Ceresio, a presenziare alla conferenza, il vicesindaco Franco Pozzi. “Ho battagliato molto rispetto a questa tematica e oggi prendo atto del fatto che i dati riguardanti il Rio Bolletta sono molto peggiorati. Siamo persuasi che il problema stia sempre ‘a monte’ ovvero nelle criticità più volte riscontrate sul depuratore di Cuasso. Noi in questo anno ci siamo dati da fare per rintracciare diversi scarichi abusivi e infatti su diversi punti i risultati si vedono. Abbiamo agito sulle stazioni di sollevamento e sulle pompe, e dopo le ultime piogge abbiamo verificato, con soddisfazione che non c’è stato sfioramento”.
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e i campioni per le analisi microbiologiche sono conservati in barattoli sterili in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa “il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione”. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.
Il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati CONOU è main partner di Goletta dei Laghi di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa.
Sono, infine, le riflessioni di Barbara Meggetto a concludere la conferenza. “Ripeterò quello che ormai diciamo da dodici anni: nel momento in cui si tolgono le fonti di inquinamento i risultati diventano visibili. Noi abbiamo denunciato alla Comunità Montana del Piambello questa situazione più volte e ci siamo sentiti rispondere che le nostre segnalazioni non corrispondevano a verità. Oggi ci sentiamo di voler dire che a volta basta essere meno in difesa delle proprie posizioni per andare a verificare. I sindaci stessi hanno messo in evidenza che ‘basta’ mettere in fila una serie di cose per iniziare a vedere i primi risultati che aprano la strada ad una gestione più accurata di questa grande risorsa. L’acqua pulita è un bene per il territorio oltre che per l’economia”.
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