Legambiente Valceresio resta favorevole alla pista ciclabile in corso di realizzazione in Valganna, ma contraria all’alterazione paesaggistica che risulta dal previsto progetto del tratto in questione, «per cui ne propone la sospensione immediata e la revisione per le ragioni sottoelencate».
A dirlo, in un approfondito comunicato stampa, è il presidente di Legambiente Valceresio APS, Sergio Franzosi. «Per la fase progettuale attuale sono già stati tagliati tutti gli alberi ed arbusti (l’operazione è malauguratamente già avvenuta) su un ramo del fiume Olona che costeggia l’ultimo tratto della SS233 della Valganna prima della galleria Bregazzana, nella forra dell’Olona e fino al ristorante “Grotte di Valganna”».
«Una volta preparato il terreno verrà dato seguito al progetto denominato “Prolungamento del percorso ciclopedonale della Valganna e dalla Valmarchirolo, secondo lotto, con particolare riferimento al tratto compreso tra la fine del primo lotto e il piazzale del ristorante “Le Grotte” di Valganna. Ma che cosa prevede questo progetto?», si chiede Franzosi.
«In breve – afferma il presidente -, prevede la realizzazione di un’infrastruttura sopraelevata su cui poggia una passerella di 2,5 metri, che partendo di lato alla statale SS233 oltrepassa in quota la galleria Bregazzana con strutture in acciaio ancorate alla parete rocciosa, prosegue nella valletta in quota, sempre ancorata alla roccia e poi scende al termine della galleria sul piano della statale, di lato al guardrail, fino al Ristorante».
«Questa struttura altera completamente per centinaia di metri la percezione visiva dei luoghi e manifesta un impatto devastante. Si tratta di una zona delicata, fragile che fa parte di un’area più ampia, dalla Valfredda (monumento naturale), passando dalle forre dell’Olona, fino alla Fontana degli ammalati. Area ovviamente da tutelare – denuncia ancora il presidente -. Parte dell’infrastruttura invade anche l’area del Parco del Campo dei Fiori e ricade nella zona di rispetto dei torrenti ivi esistenti. In questa zona, numerose sono le peculiarità presenti: archeologiche (esistenza di comunità umane durante il neolitico), storiche, naturalistiche, geologiche, idrologiche».
«Viene dunque stravolta l’essenza, la bellezza e l’integrità di una delle aree più autentiche, antiche e particolari della nostra Provincia, di cui abbiamo amplia letteratura scientifica e documentazione. Una zona con tanti vincoli. Il progetto in studio di fattibilità è inadatto per il luogo dove viene proposto e notevolmente costoso: oltre 2.000.000 di €, quasi pari ad un infrastruttura automobilitica-».
«Secondo noi, questo progetto non è accettabile, e può e deve avere, come di seguito suggerito, un’ alternativa paesisticamente compatibile, più idonea ad un turismo lento, per una fruizione rispettosa dei luoghi e con costi inferiori. Ribadiamo quanto detto inizialment. Siamo ovviamente favorevoli ad una pista ciclabile ma proponiamo una valida alternativa. Diciamo sì ad un tratto di ciclabile ma con un collegamento certamente più compatibile, meno invasivo ed impattante anche a livello visivo e meno costoso. Per il 2° Lotto, il percorso alternativo è in pratica già esistente: il sentiero del Giubileo che sale al Montallegro (Fonte: Carta dei sentieri del Parco del Campo dei Fiori anno 2011).
«Il percorso in progetto, secondo lotto tratto B (zona Fontana degli ammalati), soggetto ad importanti tagli di piante, ha già subìto una decina di anni fa dei danni: la captazione oggi avviene direttamente dalla fonte degli Ammalati, prima era disponibile per tutti. Questo tratto potrebbe in un secondo momento, essere sostituito da un percorso turistico fruibile solamente a piedi che valorizzerebbe le peculiarità per un turismo lento e sostenibile, senza alterazioni significative dell’attuale sedime vista la sua unicità e preziosità», va avanti ancora il presidente.
«Ricordiamo che l’articolo 9 della Costituzione stabilisce: “La Repubblica… tutela il paesaggio e il patrimonio storico ed artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni… è necessario preservare il passato per progettare saggiamente il futuro. Legambiente Valceresio APS persegue questo obiettivo e chiede di bloccare questo progetto e rivedere il tracciato nel modo suggerito», conclude Franzosi.
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