20 Maggio 2017

Luino, Agostinelli: “In comune poca trasparenza e tanto ostruzionismo”

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Tanti i temi toccati dal consigliere comunale di minoranza, nonché capogruppo del Movimento Italia Nazione, Pietro Agostinelli, nella conferenza stampa indetta stamane a Luino. In primis, però, Agostinelli solleva per l’ennesima volta il problema legato alla mancanza di accesso al Protocollo del Municipio, per poi passare ad argomenti come il cimitero e la scuola. Ecco quanto riferito questa mattina.

Luino, Agostinelli: “In comune poca trasparenza e tanto ostruzionismo”. “Vi sarà ormai noto, lo ha ammesso lo stesso sindaco ed è agli atti, che non sempre mi vengono forniti, nella mia attività di consigliere comunale, tutti i documenti utili a svolgere al meglio questo compito”. Esordisce così Pietro Agostinelli, ricordando la grande mole di lavoro che ha portato avanti in questi anni. “Qualcuno all’interno di questo palazzo ha detto che faccio troppe richieste ed intaso gli uffici di lavoro. Lo ha fatto anche con toni che non mi sono piaciuti molto, che prendevano una china scivolosa, motivo per il quale ho fatto rispondere al mio legale di fiducia e, devo ammetterlo, da quel momento non ho ricevuto più risposte di quel genere. Ad ogni modo per evitare di dover chiedere atti agli uffici ho chiesto di accedere al sistema informatico del Comune. Il sindaco Pellicini in data 7 febbraio, due mesi dopo la mia richiesta, mi ha scritto che ‘non c’è dubbio che la soluzione da lei prospettata è quella più idonea per consentirle l’esercizio del suo ruolo’, evitando così di fare richieste di atti. Ora, nelle mie interrogazioni non ho mai sperato in risposte entro i termini di legge, perché so bene che all’interno del Palazzo ci sono molte cose da fare e che per alcune cose che chiedo, per permettere risposte puntuali e verificate, ci vuole tempo. Ciò detto mi sembra che sei mesi o un anno siano un tempo abbastanza ragionevole”.

Gli esempi a cui Agostinelli fa riferimento. “L’esempio lampante – prosegue il capogruppo MIN – credo sia proprio quello della mia interrogazione, consegnata il 13 dicembre scorso, dove, come detto, ho chiesto di poter avere le credenziali per accedere al sistema informatico comunale in qualità di consigliere. Non ho ricevuto risposta fino al 7 febbraio, dove appunto mi si diceva che dovevano chiedere una serie di pareri. In data 21 febbraio, però, dopo un mio sollecito, arriva una risposta da parte del sindaco nella quale diceva che avevano chiesto il parare al garante per la Protezione dei dati personali. Poco dopo ho nuovamente chiesto se questa richiesta era stata fatta solo al Garante della privacy e mi sono sentito dire, dopo 3 mesi, cioè l’11 maggio scorso, che la stessa lettera, per chiedere altri pareri, era stata inviata anche ad altri Organi della Pubblica Amministrazione. Precisamente al Ministero dell’Interno – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione pubblica ed Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). Fatto, questo, che non mi era stato menzionato nella prima comunicazione, venuto solo perché ho chiesto io di sapere a quali Enti era stato chiesto il parere. Preciso che sono molto felice quando un comune chiede pareri agli Enti sopra preposti, è capitato anche a me di scrivere con esito positivo in diverse occasioni rispetto a decisioni comunali agli stessi Enti. La risposta del Garante ve la faccio visionare, è chiaramente una risposta positiva e, per quel che riguarda la loro sfera, raccomandano solo un corretto uso dei dati. Ora io non posso non chiedermi come mai per una richiesta del genere ci sono voluti sei mesi, ancora, mi chiedo quali siano i timori dell’Amministrazione nel dare accesso al protocollo informatico ad un amministratore. Conosco altri consiglieri in altri comuni che non hanno dovuto aspettare sei mesi e dove i sindaci non hanno scritto a tutti i ministeri per avere un parere. Ha ragione il Garante nel dire, basta che lo stesso consigliere non faccia di quelle informazioni un uso illecito. Chiedo quindi come primo punto all’amministrazione quali siano i timori in questo specifico caso? C’è qualcosa che un consigliere comunale sull’attività municipale non deve conoscere? O c’è forse qualche fantomatico segreto che riguarda magari qualcuno di noto in città? Io non credo ci siano segreti in tal senso. Ma tutto questo lo domando all’amministrazione tramite la stampa, magari ci vuole meno tempo ad avere risposte da parte del sindaco Andrea Pellicini. Reputo, come ho già detto in passato, che ci siano stati atteggiamenti che ben si possono configurare come ostruzionismo alla mia attività. Lo stesso sindaco in consiglio comunale ha detto che riceve anche lui i documenti in ritardo dagli uffici, quindi se li riceve in ritardo lui che è il capo dell’amministrazione, figuratevi un consigliere di minoranza. Io lo chiedo a voi giornalisti, perlomeno a quelli che vengono sempre ai consigli comunali, ma vi sembra che dico sciocchezze? Da quanto tempo ascoltate me dire in pubblico ‘caro sindaco qui non mi forniscono i documenti e non mi danno risposte’?. Se fossero sciocchezze forse qualcuno avrebbe già preso provvedimenti invece non è possibile farlo perché quando parlo è perché ho le pezze, le carte che mi danno ragione”.

Le conclusioni sulla tematica del capogruppo MIN. “Ritengo che questa amministrazione, politicamente ormai divisa sotto gli occhi di tutti, con la mozione sui frontalieri che ha evidenziato bene questa situazione, ha davvero i giorni contati. Potrà arrivare alla sua fine naturale, forse, dico forse, ma la sua fine politica è già avvenuta. A me stesso si sono avvicinate persone della maggioranza raccontando di uno stato di confusione politica ormai diffuso. Mi piacerebbe da parte vostra attenzione non solo alle cose belle di questa città, che sono tante, ma anche ai problemi. Io non ho padroni se non i cittadini che mi hanno votato e anche quelli che non lo hanno fatto perché queste battaglie non hanno colore politico”.

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