3 Febbraio 2017

Luino, Franzetti: “Amministrazione leghista? No, laghista”

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Solo una settimana fa, avevamo dato il via ad alcune riflessioni e prese di posizione da parte della maggioranza luinese, dopo aver pubblicato un articolo sui possibili e ipotetici scenari politici futuri a Luino. Era prima intervenuta Simona Ronchi, capogruppo di Nuova Frontiera, la lista guidata dal sindaco Pellicini, e assessore in Comunità Montana, e poi, in una nota congiunta, si erano espressi i leghisti Alessandro Casali, vicesindaco, e Davide Cataldo, presidente del consiglio comunale. Oggi, a distanza di qualche giorno, ci è arrivata in redazione la lettera di Alessandro Franzetti, un altro attore politico attivo sul territorio. Ecco le sue parole

Alessandro Franzetti, presidente consiglio comunale di Luino

Alessandro Franzetti, ex presidente consiglio comunale di Luino

Luino, Franzetti: “Amministrazione leghista? No, laghista”.

Caro direttore,

ho letto con interesse (e un certo divertimento) il tuo articolo sui possibili scenari prossimi venturi della politica luinese e ho seguito gli interventi del capogruppo Simona Ronchi e quello a doppia firma del vicesindaco Alessandro Casali e del presidente del Consiglio (e mio successore) Davide Cataldo. Approfitto dello spazio che il tuo importante giornale web mi concede, e inizio facendoti i complimenti, caro Agostino, perché sei riuscito, insieme ai tuoi valenti collaboratori, a far diventare “Lo Stivale Pensante” il cuore dell’agorà politica luinese, dove amministratori, politici vari, membri di associazioni, stakeholder e chiunque viva il contesto del nord Verbano, si confrontano quotidianamente. Per me, la lettura del tuo blog, insieme a quella dei quotidiani nazionali e locali, cartacei e web, è nutrimento quotidiano, e finestra sul mondo, locale e globale.

Fatta questa premessa, mi piace intervenire nella querelle a cui ha dato vita il tuo intervento, cioè se l’attuale giunta sia, o meno, a trazione leghistaL’amministrazione Pellicini II, uscita vincitrice con oltre il 40 % dei consensi nel maggio 2015, dopo una campagna elettorale accesa, caratterizzata dalla presenza di cinque liste, di cui quattro capitanate da esponenti provenienti dal primo Pellicini, è diversa da quella del primo mandato, anche se rappresenta la continuità in certi aspetti.

Partiamo dal primo cittadino, Andrea Pellicini, esponente storico (anche per legami famigliari) della destra luinese, già assessore provinciale, attualmente dirigente di Fratelli d’Italia. Il sindaco, l’amico Andrea, appartiene a un movimento che la stampa ama definire lepenista, ma a mio parere rappresenta un’idea di politica laica e ha una visione del mondo liberal-conservatrice. Un galantuomo, e non certo una camicia nera.

Il vicesindaco Alessandro Casali, già presidente del Consiglio, leghista della prima ora, vero kingmaker prima della conferma di Andrea quale candidato sindaco del centrodestra, e ora vero motore dell’amministrazione, amico del governatore Maroni, è salviniano per contingenza, ma non per appartenenza. Inoltre possiede un polmone cattolico, che controbilancia le ruvidezze leghiste. Lepenista? Di nome, ma non di fatto.

Proseguendo nella giunta, abbiamo Dario Sgarbi, esponente da sempre della destra luinese, ancorato a solidi valori conservatori e pure lui cristiano convinto. Poi c’è Caterina Franzetti, storica amministratrice luinese, che definerei l’iron lady del Verbano: testa a destra, ma cuore (grande) immerso nel sociale, con attenzione sincera agli ultimi. L’assessore Alessandra Miglio controbilancia la barca essendo l’esponente centrista della maggioranza, con solide ancore nel partito popolare europeo. L’assessore Piermarcello Castelli, delegato all’Istruzione e alla Cultura, guida la pattuglia “azzurra” dell’amministrazione, formata da esponenti storicamente vicini al partito del cavaliere (anche se ora nessuno formalmente iscritto a Forza Italia), composta da Laura Frulli, Alberto Baldioli e Marco Rossi, quest’ultimo giovane forzista non per tessera, ma per eredità famigliare.

Bene, con queste rapide pennellate, ho descritto l’architrave dell’amministrazione Pellicini IIDiversamente dal primo mandato, in cui anch’ io ero presente (e rivendico questa cosa con orgoglio per tutto quello che, insieme, abbiamo fatto), mancano forse la mia voce liberale, il buonsenso democratico – cristiano di Vito Vaglio, la territorialità del leghista per caso Franco Compagnoni e la moderazione di Giuseppe Taldone, oltre alla concretezza di Pietro Agostinelli, ma molte cose continuano a essere presenti.

Molti musicisti sono cambiati, la linea politica è più a destra rispetto a prima, ma il direttore d’orchestra dirige sempre con pacatezza e misura, da vero garante della coalizione. Accomuna i due mandati l’attenzione allo sviluppo economico e turistico della Città, con grande risalto al lago (si pensi alla ristrutturazione di Palazzo Verbania, al nuovo lungolago, al rifacimento della facciata del Palazzo Comunale, allo stimolo alla UBI che ha sistemato la stupenda sede della Popolare, alla nuova porta d’Europa per i battelli e da ultimo al rifacimento di Piazza Libertà).

Bene, tutta quest’attenzione al Verbano mi fa pensare che l’attuale non sia un’amministrazione a trazione leghista, ma laghista…”.

Alessandro Franzetti, già presidente del Consiglio Comunale di Luino.

Per approfondire:

– Luino, Casali e Cataldo: “Trazione leghista sì, ma è una questione di contenuti, non di numeri”
 Luino, Ronchi: “Cambiato poco rispetto al primo Pellicini, nessuna trazione leghista”
 A due anni dallo scossone, diversi scenari sul futuro politico di Luino

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