La cooperativa Agrisol, che si occupa da tempo sull’alto Varesotto dell’accoglienza dei migranti, ha stipulato un nuovo contratto con il comune di Maccagno con Pino e Veddasca. Il sindaco Passera, da tempo, si è reso disponibile, con tutta la sua amministrazione, ad incentivare l’aiuto e la collaborazione con la cooperativa. Ecco cosa prevede questo nuovo accordo.

(servizioimmigrazione.provincia.cagliari.it)
Accoglienza, continua la collaborazione sui migranti tra Maccagno e la cooperativa “Agrisol”. Il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca ha modificato e integrato il contratto di comodato, stipulato con la Cooperativa sociale “Agrisol Servizi” di Ferrera in data 11 giugno 2016, relativo alla concessione dei locali dell’ex Canonica di Maccagno Superiore, in piazza San Materno, di proprietà dell’Ente. La Cooperativa, incaricata dalla Prefettura di Varese dell’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, ha elaborato infatti la seconda fase di un progetto che permetterà di continuare l’accoglienza di migranti.
L’Agrisol ha presentato richiesta di rinnovo del contratto per altri tre anni, con possibilità di ampliamento degli spazi al piano terra dello stabile da adibirsi a zona giorno, e l’area adiacente “ex teatro” da destinarsi a magazzino Caritas con locali per uso sociale. Nessun onere graverà sul Comune: eventuali lavori migliorativi, concordati e autorizzati dal comodante ed eseguiti nel rispetto delle disposizioni urbanistico-edilizie, saranno realizzati a spese della Cooperativa. Il contratto si intenderà risolto non appena cesserà la convenzione con la Prefettura di Varese, alla cui vigenza è subordinato. Potranno essere ospitati nello stabile solo dieci migranti (dei quali cinque sono già presenti).
La deroga al principio di redditività è consentita – oltre che per essere motivata dal perseguimento delle finalità sociali – dall’assenza di scopo di lucro dell’attività concretamente svolta dal soggetto destinatario di beni di proprietà pubblica. L’eventuale mutamento della destinazione d’uso, anche parziale, dell’immobile, comporterà la risoluzione del contratto. Alla scadenza pattuita, i locali dovranno essere restituiti in buono stato d’uso al Comune il quale potrà, qualora sopravvengano esigenze di pubblico interesse o di urgente necessità, richiederne l’immediato rilascio.
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