Sale a 293 il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia lo scorso 24 agosto. E’ stato recuperato, infatti, l’ennesimo corpo senza vita sotto le macerie dell’hotel Roma. Ieri i funerali ad Amatrice, il vescovo di Rieti, Domenico Pompili: “La ricostruzione non sia una querelle politica o una forma di sciacallaggio. Non sono i terremoti ad uccidere ma l’opera dell’uomo”.

Foto © ANSA
Terremoto: recuperato un altro corpo all’Hotel Roma, 293 le vittime. Ieri i funerali. E’ stato recuperato dalle squadre dei vigili del fuoco il corpo della sesta vittima sotto le macerie dell’hotel Roma ad Amatrice. Era stato individuato nei giorni scorsi all’interno di una delle camere crollate, grazie a un minuzioso lavoro di intelligence delle squadre Usar (Urban search and rescue) dei vigili del fuoco, che hanno prima recuperato le piantine dell’hotel e i registri delle presenze, quindi proceduto all’estrazione con un’operazione di grande difficoltà che è andata avanti giorno e notte senza sosta. Il bilancio delle vittime sale dunque a 293 con sei dispersi ancora sotto le macerie.
Ieri il giorno del dolore ad Amatrice, con i funerali solenni delle vittime del sisma che il 24 agosto ha colpito il centro Italia cui hanno preso parte anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il premier Matteo Renzi . Il giorno di lutto nazionale. Il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, ha aperto la solenne celebrazione con l’elenco dei nomi dei 38 morti chiusi nelle bare allineate davanti all’altare. La folla li ha salutati con un lungo appaluso. Poi la funzione religiosa, concelebrata da monsignor Konrad Krajewski, l’elemosiniere del Papa che Francesco ha inviato per donare ai parenti delle vittime dei rosari benedetti.
Il vescovo Pompili: “Non sono i terremoti ad uccidere ma l’opera dell’uomo”. Nell’omelia, il vescovo ha rivolto un forte monito: “La ricostruzione non sia una querelle politica o una forma di sciacallaggio”, afferma. Il prelato osserva poi che “Non sono i terremoti ad uccidere ma l’opera dell’uomo”. “Disertare questi posti sarebbe come ucciderli due volte”, ha detto ancora il vescovo, e ricordando l’invito di Cristo alla mitezza ha sottolineato che e’ cosa diversa dalla rassegnazione e di guardare altrove. Paragonando la distruzione di Gerusalemme al recente terremoto, Pompili ha sottolineato che “Dio non può essere utilizzato come capro espiatorio, ma occorre guardare a lui come strada di salvezza”. Riprendendo la sua omelia di domenica scorsa qui ad Amatrice il vescovo ha invitato i fedeli a “evitare di accontentarsi con risposte patetiche al limite della superstizione addebitando al destino o alla sfortuna” ciò che è avvenuto. Piuttosto ha invitato a guardare a Dio. “Venite a me voi che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò” ha affermato detto il vescovo citando il Vangelo di Matteo appena letto nelle funzione. Al termine, un pensiero a Santo Padre: “Ringraziamo il Papa e lo aspettiamo”.
Intanto si va a fondo con le indagini tese ad accertare eventuali responsabilità nei crolli fanno i primi passi concreti. Su input della Procura di Rieti, la polizia giudiziaria ha facoltà infatti di procedere, quando lo ritiene opportuno, a sequestri: e il primo, eseguito dal Corpo forestale dello Stato, ha riguardato uno degli edifici simbolo del disastro, la Scuola “Romolo Capranica” che ha subito pesantissimi danni nonostante i lavori di ristrutturazione commissionati negli anni passati. (AGI)
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0