Una veloce stretta di mano e una breve presentazione. Così il nuovo presidente della Luino Volley, Carlo Gualdoni, comincia la prima intervista nelle vesti che ha già ricoperto due volte. Gli argomenti trattati sono vari e spaziano dai motivi che l’hanno spinto ad intraprendere questa scelta (“non c’era nessun altro con l’esperienza che ci vuole”), agli aiuti in termini di strutture e costi del Comune (“siamo tre grosse società che ci dividiamo le varie palestre e per di più paghiamo caro”), fino alla Prima squadra. La delusione per il mancato approdo in Serie C è ormai acqua passata. Ora bisogna guardare avanti, alla stagione che sta per cominciare: fra il ritiro di precampionato, le partenze e arrivi di nuove giocatrici, vengono annunciati i nuovi sponsor, che per la prima volta riguarderanno anche l’Under 16 e l’Under 18. Ma l’attenzione rimane focalizzata sui giovani che afferma “devono divertirsi”.

Uno scatto di Francesco Muzzopappa che ritrae le ragazze della Prima Squadra Luino Volley nella partita casalinga contro Mezzana Corti
Dopo due precedenti cariche come presidente (anni 1993-‘98 e 2007-‘12) e oltre vent’anni all’interno dell’organico societario, ecco che la rivediamo al comando della Luino Volley. Cosa l’ha spinta ad accettare nuovamente questo incarico?
Due cose. Innanzitutto mi hanno convinto gli attuali dirigenti, tecnici ed amici a prendere in mano ufficialmente la società, perché essendosi dimesso il precedente presidente (Roberto Cagliani, ndr), non c’era nessun altro con l’esperienza che ci vuole, che fosse in grado di gestire una società sportiva. Nonostante sia cambiato qualcosa dal punto di vista normativo, mi sentivo ancora in grado di ricoprire questo ruolo. La seconda motivazione è che non mi sono mai allontanato dalla pallavolo e tuttora mi piace essere immerso nel mondo dei giovani poiché ritengo che, data la mia età, stare con i giovani appaga.
Oltre a lei, l’organigramma della società ha visto altri cambiamenti al suo interno?
È cambiata una parte del consiglio della società. Siccome due consiglieri hanno abbandonato, ne sono subentrati tre nuovi: Fulvio Dagnoni, Katia Airoldi e Franco Giannini. Poi abbiamo nominato come direttore sportivo Giuseppe Lecca che sovraintenderà, insieme a tutti gli allenatori, al miglioramento tecnico e personale delle ragazze e, infine, come responsabile tecnico Luciano Lisanti.
E per quanto riguarda l’aspetto sportivo? Allenatori e squadre sono rimasti invariate dall’anno scorso?
Luciano Lisanti rimane l’allenatore della Prima squadra e avrà cura di seguire anche le altre due squadre giovanili (Under 16 e Under 18), così come Francesca Di Nino che si prenderà cura delle ragazze della Terza divisione. Si è aggiunto un nuovo allenatore, Carlo Bevilacqua, che prenderà in carico le ragazze della fascia 12/13 anni, mentre Luca Pretella quest’anno seguirà solo l’Under 14 a causa del numero troppo elevato di atlete che faticava a gestire l’anno scorso.
Essendo in società da molti anni, ci può dare una sua opinione riguardo le strutture che utilizzate e l’aiuto che dà il comune a ogni società sportiva? Si sente soddisfatto o desidererebbe maggiore aiuto e disponibilità?
Il paradosso è che noi ci chiamiamo Luino Volley, ma con le squadre più grandi ci alleniamo e giochiamo a Germignaga, cioè in un altro paese. Alcune strutture del luinese sono di vecchia data, come la palestra delle Scuole Medie che non sono paragonabili a quella di Germignaga o del Liceo Scientifico. Purtroppo dall’anno scorso abbiamo anche due società di basket (Pallacanestro Verbano Luino e Basket Verbano, ndr), quindi vi sono tre grosse società che si dividono le varie palestre, richiedendone l’utilizzo nei medesimi orari (dalle 17 in avanti) e, faticando a trovare spazio, ci si scontra. Noi abbiamo trovato un buon amico nel comune di Germignaga e quest’anno lo confermeremo. Infatti, probabilmente, trasferiremo anche le squadre del Mini Volley, che si aggiungeranno alla Prima squadra, l’Under 18 e l’Under 16. È ovvio che il comune non può dall’oggi al domani inventarsi una palestra, però deve anche pensare a lunga scadenza. Anche le vecchie amministrazioni non hanno mai pensato al problema. E per di più fanno pagare care le strutture.
I costi con la Serie D sono aumentati… l’amministrazione locale in che modo è intervenuta?
Più che altro dal punto di vista delle spese di federazione e degli spostamenti in trasferta (provincia di Varese, Milano, Bergamo, Pavia). Posso quantificare il tutto: l’anno scorso il costo palestre della nostra società è arrivato a più di 18 mila euro. Come possiamo noi pretendere di chiedere alle famiglie un contributo annuo che superi i 500 €? È impensabile. Due anni fa una persona che faceva parte dell’amministrazione comunale, siccome si faticava a rientrare con i costi, ha suggerito di aumentare le quote alle famiglie. Questo in risposta a un lamento di tutte le società del luinese rispetto ai contributi comunali, che sono sempre esigui rispetto solamente al costo palestre. Capisco anche che loro hanno a che fare con i bilanci, però allo stesso tempo lo sport, specialmente a livello giovanile, per i comuni è importante. I ragazzi del luinese che potenzialmente possono fare sport non sono centinaia ma migliaia.
La scorsa stagione la prima squadra ha fatto sognare tutti i luinesi per la vicinissima conquista della Serie C, che poi è venuta a mancare per un soffio. Secondo lei, cosa è mancato alla squadra?
Le ipotesi sono diverse. Può esserci stato uno scarico mentale rapido ed imprevedibile: il sistema nervoso è crollato, perché le ragazze si sentivano forti del vantaggio rispetto le terze e le quarte in classifica e hanno accusato un sorta di ammorbidimento. Oppure può darsi che sia stata anche la stanchezza: la stagione è stata lunga e molto impegnativa, tant’è che ci sono state partite tirate fino all’ultimo. La terza possibilità, ma non posso dire che è fondata, è che magari qualche ragazza abbia compreso ciò che bolliva in pentola nella società: ha captato che c’era del malumore e delle controversie tra parte della società e direzione sportiva e tecnica. Spero soltanto che non ci sia qualcuno che abbia gioito di questa mancata promozione…
Ha già visto e incontrato le ragazze? Faranno un ritiro pre-campionato? Dove e per quanto?
Non ho ancora incontrato la squadra perché le ragazze sono ancora tutte in vacanza. Il ritrovo iniziale, a cui dovrei partecipare, è previsto per la fine di agosto ed è preparatorio al raduno di quattro giorni a Campodolcino in Valchiavenna (Sondrio).
Anche per quanto riguarda il mercato delle giocatrici ci sono delle novità: Vigato e Scolari sono in partenza e Franchi si ritira dall’attività agonistica. Avete già trovato le sostitute?
I tecnici si stanno dando da fare per compensare le uscite apportando i giusti cambiamenti. Possiamo annunciare l’arrivo di Federica Ferretti, soprannominata Fish, da Bodio, Melissa Peruzzi da Verbania e Martina De Gregorio, che era in forza a Besnate-Orago e che ha giocato in Serie A a Lugano per due stagioni. Teoricamente si dovrebbe chiudere anche per l’arrivo di una palleggiatrice entro l’inizio della stagione.
L’anno prossimo l’obiettivo è ancora quello di salvarsi in Serie D oppure si vuole puntare più in alto per conquistare la Serie C?
Come l’anno scorso, partiamo con l’obiettivo di non retrocedere. “Testa bassa e pedalare”, con più umiltà possibile. Se dovessimo trovarci in una situazione simile a quella vissuta nel finale dell’anno scorso, vedremo di far tesoro degli errori commessi.
Per quanto riguarda l’Under 18, invece, ci sono delle buone prospettive future…
Siamo in attesa di una notizia, speriamo positiva, per poter disputare un campionato di Prima divisone con l’Under 18. In un primo momento il presidente Bonomi (presidente della Federazione provinciale di Varese, ndr) aveva dato la cosa per certa, mentre poi si sono accorti di aver sbagliato i calcoli, poiché in base all’importanza della società si acquisiscono determinati numeri. Quindi ora siamo la seconda squadra ai ripescaggi. Nel caso in cui Tradate non partecipi a questo campionato – molto probabilmente non ha l’età per farlo – subentriamo noi. Altrimenti non possiamo fare altro. Abbiamo anche pensato di fare due terze divisioni, ma non è il caso perché poi si crea dualismo.
A partire dalla prossima stagione Epikure lascerà il posto a un nuovo sponsor. Ce lo vuole presentare?
Grazie al nostro incaricato Fabio Mastropietro, abbiamo trovato la ditta del luinese “Opel Passeri” di Mesenzana che, anche molto convinta, ha acconsentito a farci da main sponsor. Quindi il nome della Prima squadra sarà “Opel Passeri Luino Volley”. Inoltre, ci sarà “Al Cantinone” di Luino come sponsor aggiuntivo che per la prima volta si prenderà in carico il gruppo Under 16 e 18.
Luino Volley è una società in campo da ormai più di vent’anni: perché un genitore dovrebbe iscrivere la propria figlia nella vostra società?
La risposta è difficile. La mia esperienza è questa: i ragazzi e le ragazze prima di trovare lo sport definitivo a cui dedicarsi ne cambiano diversi nella fascia adolescenziale e giovanile, perché magari iniziano lo sport convinti dagli amici, ma poi capiscono che non fa per loro. Il volley è innanzitutto uno sport di squadra, quindi l’atleta deve sottostare a determinate regole della federazione, ma anche di rispetto verso i propri compagni. È un’attività che sviluppa i riflessi perché è un gioco molto veloce e poi, guardando anche un aspetto più frivolo, allunga il corpo e le ragazze magari ci tengono a quest’aspetto. Inoltre, è uno dei pochi sport di squadra in cui non c’è contatto fisico, come nel calcio o nel basket, perché si è divisi da una rete e per questo più adatto alle ragazze.
Per concludere: tra circa un mese comincia la prima stagione con lei nuovamente in carica. Cosa si augura per questo nuovo anno?
Mi auguro che ci sia un clima sereno. Come ho detto appena dopo le elezioni quando mi sono presentato: collaborazione, serietà e trasparenza devono gli essere gli elementi fondanti. Non ci devono essere segreti. Nel caso di problemi si discute per superare eventuali intralci ed incomprensioni, per arrivare a una conclusione fattiva e andare avanti insieme. Ritengo che, soprattutto nelle fasce d’età più piccole, bisogna dare la possibilità ai giovani di fare attività in serenità. Solo dopo, man mano che si va avanti, subentra l’agonismo e la tensione per le partite, in modo che piaccia lo sport. I ragazzi devono divertirsi.
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