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9 Giugno 2016

Grande interesse per “Vite vincenti”, storie di gioco d’azzardo patologico, andato in scena ieri a Luino

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Lo spettacolo-conferenza svoltosi ieri sera al Teatro Sociale di Luino ha esaminato il tema del gioco d’azzardo patologico “puntando” su un’informazione specifica, dettagliata, che si è rivolta allo spettatore in modo piacevole con un intrattenimento animato da luci colorate e spot. La serata è nata per fornire alcune risposte alle domande che spesso ci si pone quando si affronta il tema del gioco. Questa iniziativa è una delle tappe del  percorso di conoscenza e di sensibilizzazione rivolto alla cittadinanza.

Grande interesse per “Vite vincenti”, storie di gioco d’azzardo patologico, andato in scena ieri a Luino

Grande interesse per “Vite vincenti”, storie di gioco d’azzardo patologico, andato in scena ieri a Luino. Lo spettacolo è nato da un soggetto di Fabio Reina, medico responsabile del SERT di Saronno, ed è frutto del suo quotidiano incontro con situazioni di dipendenza patologica, esperienze quotidiane di anni a contatto con persone e famigliari con problematiche derivanti dal gioco d’azzardo patologico. La sceneggiatura è stata poi sviluppata da Michela Prando con la ricerca e le interviste ai giocatori anonimi, ad alcuni gestori, a medici, a operatori che si occupano di Gambling (gioco d’azzardo problematico e patologico). I protagonisti delle quattro storie narrate sono strettamente e visibilmente legati tra loro da azioni, situazioni e luoghi spesso riconoscibili dalla maggior parte degli spettatori come “normali”, come specchi della “normalità”, situazioni sottovalutate o ancor peggio tollerate e giustificate da una società come quella attuale in cui solo se vincenti si è veramente vivi.

“Con questa serata continua un ciclo di eventi proposti nel Progetto Proposte Azzardate finanziato da Regione Lombardia di cui Luino è capofila – commenta l’assessore ai servizi sociali Caterina Franzetti -. Molto bella e significativa la prima parte dello spettacolo: gli attori vestiti di bianco interpretano con candore il ruolo di bimbi, quando il gioco per loro era solo divertimento. Fortunato e Sara, i due protagonisti dello spettacolo a cui abbiamo assistito, hanno rappresentato in modo egregio la ludopatia, vera e propria patologia che colpisce duramente; questa malattia è molto difficile da individuare perché il malato non beve e non si droga, la società non lo riconosce perché conduce una vita apparentemente ‘normale’, in realtà distrugge nel silenzio se stesso e ciò che lo circonda. In questo spettacolo, inoltre si sottolineano slogan che comunicano al telespettatore che con la magia di una risposta facile o di una telefonata si possono vincere tantissimi euro. Anche le campagne pubblicitarie televisive ‘gioca responsabilmente’ contribuiscono e sollecitano il giocatore patologico, che, infatti, ricerca anche solo in un ‘gratta e vinci’ la soddisfazione al pensiero magico, ovvero la soluzione a tutti i suoi bisogni quotidiani”.

“Da presidente dell’Assemblea dei Sindaci sottolineo come abbiamo fortemente voluto il progetto Proposte Azzardate – continua il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera -. Tra qualche settimana ne verranno divulgati i dati: mi sono avvicinato per dovere e come amministratore a questo mondo che non conoscevo e per questo sono fortunato. Ho scoperto una realtà inquietante. Sono convinto che continueremo in questa direzione aiutando i giocatori ad uscire da una grave dipendenza”.

Il progetto si è sviluppato in informazione/comunicazione, in azioni progettuali con campagne di sensibilizzazione nei comuni anche a livello distrettuale, in serate tematiche rivolte alla popolazione, in iniziative negli istituti scolastici riguardanti l’aumento e le conoscenze dei rischi collegati alla ludopatia, nella realizzazione della mappatura dei locali sul territorio. Durante la serata sono ci sono state anche testimonianze importanti dell’associazione giocatori anonimi di Ponte Tresa e di Varese. Hanno presenziato anche Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, Cooperativa sociale Codici, entrambe coinvolte nel progetto, e il dottor Fabio Reina del SERT di Saronno, che ha collaborato attivamente alla stesura dei testi dello spettacolo.

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