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4 Febbraio 2016

Luino, “Questa follia urbanistica voluta a discapito della storia”

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L’area dell’ex setificio Castelletto Ticino, a Voldomino, negli scorsi mesi è stata smantellata per far spazio ad un nuovo supermercato. Oggi, giorno dell’inaugurazione, arrivano alcune riflessioni sul rapporto tra valore storico ed urbanistica. A farle è Diego Intraina, del Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Luino e di Maccagno con Pino e Veddasca.

Il fabbriacato dell'ex Castelletto Ticino in via Voldomino a Luino (Foto archivio)

Il fabbriacato dell’ex Castelletto Ticino in via Voldomino a Luino (Foto archivio)

Luino, “Questa follia urbanistica voluta a discapito della storia”. “In quell’area, negli anni passati, erano state costruite due realtà industriali tipologicamente molto interessanti che presentavano qualità architettoniche all’avanguardia per quegli anni, una fine ottocento e una successiva di metà novecento – si legge nel comunicato stampa firmato da Intraina -. Queste realtà architettoniche avrebbero potuto facilmente essere trasformate in spazi commerciali e avrebbero mantenuto un carattere che viceversa il modello standard Lidl non riesce garantire.

Purtroppo, la politica di allora, non è riuscita ad imporre questa sensibilità, è stata affascinata, ammaliata e appagata, prima dalle promesse residenziali, che chissà se vedremo mai, e dopo dal pagamento degli oneri di urbanizzazione. Questa legge ha però sacrificato quello che poteva essere una qualità paesaggistica per imporci una realtà banale che ben rappresenta la filosofia del ‘non luogo’. 

Luino in questo modo continua ad impoverirsi della sua storia e di quelle qualità spaziali che sono state capaci, allora a differenza di oggi, d’interagire con le reali caratteristiche territoriali (fiume/energia); pertanto, poco potranno fare, al fine di riorganizzare il senso dell’impianto urbanistico generale, quelle due o tre possibili aree griffate da bravi architetti internazionali o locali.

Ben vengano dunque interventi come quelli dell’IMF di Creva quando ci insegnano, nonostante l’integrazione nell’impianto di nuove costruzioni (nuovi edifici produttivi), come si può riuscire a salvaguardare la storia e come questo comportamento progettuale sia importante e fondamentale nelle trasformazioni paesaggistiche. Questo comportamento di rispetto delle peculiarità territoriali, questa sensibilità imprenditoriale, ci insegna come tale attenzione viene di fatto ripagata nell’attuale ‘mondo dell’immagine con un significativo apprezzamento economico’: la sensibilità storica si trasforma in identità produttiva, in una forza caratterizzante dalle specificità territoriali, dunque in capitale aggiunto.

Dobbiamo solo augurarci che aree simili a questa, o perlomeno analogamente intrise di storia, non vengano trattate nello stesso modo. L’area Ratti, il cinema Pellegrini, i manufatti della stazione internazionale, gli edifici della Visnova sono realtà che hanno contribuito alla narrazione del nostro paesaggio, dunque non possiamo permettere che vengano spinti e reclusi nella sola memoria, ma dobbiamo pretendere che rimangano in vita in modo che possano continuare a fare da ponte tra la nostra futura esperienza quotidiana e il nostro passato”.

Si chiude così l’intervento di Diego Intraina, del Circolo di Sinistra Ecologia Libertà di Luino e di Maccagno con Pino e Veddasca.

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