Luino | 4 Settembre 2021

Luino, “Non andare per strade, ma per idee”

Diego Intraina riflette sul “rapporto tra mitigazione e adattamento climatico e forme comuni dell’abitare“: “La città e il territorio hanno bisogno di ritrovarsi”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera, inviata alla redazione, scritta da Diego Intraina, relativa ai temi affrontati lo scorso fine settimana durante gli incontri dedicati alla crisi climatica che hanno avuto luogo a Èqualafesta, a Germignaga.

Dopo le due brillanti giornate sul clima animate all’interno di Equalafesta di Germignaga, dal Tavolo per il Clima di Luino, ho pensato che fosse opportuno dare un contributo personale in attesa dello “sciopero globale del clima” del 24 settembre 2021 che gli aderenti a FFF stanno organizzando a Luino.

Scrivo questo testo dandogli un taglio che può sfiorare da lontano il dibattito avvenuto, ma chi mi conosce sa quanta passione dedico ai delicati problemi territoriali e a quelli della città; pertanto sono sicuro che scuseranno queste mie “riflessioni forzate” sul rapporto tra mitigazione e adattamento climatico e forme comuni dell’abitare.

Sono più che convinto che non si possano risolvere i problemi climatici, quelli condizionati dal vivere quotidiano, solo attraverso una ricerca di comportamenti che ormai abitualmente nominiamo buone pratiche; quelle buone pratiche che possono essere suggerite e controllate dalla sola volontà individuale. Come tutte le realtà, per essere riconosciute tali, bisogna che siano suggerite da patrimoni di conoscenza condivisa che immaterialmente definiscano e materialmente rappresentino un sapere ritenuto collettivo.

Nel caso specifico nulla di più reale (esistenziale), collettivo (condivisione) e comune (ideale) è la costruzione della città (e del territorio); espressione d’eccellenza, fisica e simbolica che mette a continuo confronto coniugandoli i due fenomeni: l’abitare e il clima.

La città, sempre e comunque, è la rappresentazione delle due anime, privata e pubblica e in qualche caso anche una terza spesso volutamente lasciata nell’ombra: “di un nessuno”.

Questa città riesce però ad esprimere il suo meglio e controllare la sua permanente mutazione, quando la seconda anima, spinta da valori e potenza etica, risulta essere d’esempio per un diffuso e attivo e condiviso comportamento operoso dei suoi abitanti.

L’esempio operoso viene espresso quando la città risulta essere composta e articolata da consapevoli e visibili dialoghi spaziali, da una forza di volontà comunicante capace di fare ri-conoscere il proprio essere e la giustificazione del perché: il senso vero e non apparente della loro esistenza.

Dialoghi spaziali esistenziali, sarebbero meglio dire co-esistenziali e meglio ancora, volendone esprimere positivamente l’eccezionale volontà di addensamento concettuale, chiamarli organismi in divenire dove si elaborano, si sperimentano e si esprimono “principi di luogo”.

Cosa vuol dire principi: sostanzialmente significa percorrere la via della co-esistenza, di una ricerca della sostanza primordiale da cui deriverebbero tutte le cose e di conseguenza la giustificazione di tutti i comportamenti relazionali.

Luoghi che non possono evitare l’obbligo di doversi caratterizzare attraverso pensieri, condizioni e contesti di relazione funzionali, spaziali e di concreta convivenza. Processi di relazione, veri luoghi capaci di strutturare e allenare motivazioni, aspettative comuni che caratterizzano e rafforzano la potenza del pensiero collettivo aprendo a condizioni ritenute (im)possibili, a soluzioni comportamentali di buon senso derivati dal quanto basta.

Ecco, questa è la pedagogia indispensabile: educazione pedagogica utile a comprendere, raggiungere e sopportare le difficoltà della convivenza e tutte quelle azioni mitiganti e di adattamento necessarie ad affrontare, insieme, l’attuale condizione climatica.

È proprio per il bisogno di questa necessità pedagogica che la nostra città e l’intero territorio hanno bisogno di ritrovarsi.

Per farlo c’è un unico modo: individuare politiche/politici capaci di agire nella condivisione, dentro a processi quotidiani di comune condivisione; azioni e persone volonterose capaci di ricercare il seme della contaminazione nelle perfezionabili intuizioni prodotte all’interno di laboratori di co-progettazione. Elaborazioni creative che ridefiniscono e organizzano nella città energie generative spaziali, principi di luogo capaci di increspare e contrastare la liquidità del tempo sociale.

Necessitano dunque idee predisposte alla ri-costruzione e al potenziamento di una caratterizzata rete semantica, una rete educante che sappia rappresentare un nuovo e possibile modo di abitare la città e strutturare il paesaggio. Una rete consapevole e curiosa, una rete che non potrà fare a meno di dover affrontare la piacevole preoccupazione di individuare e allestire nodi abitati di interrelazione, nodi da realizzare facendosi attivamente aiutare per l’appunto dal concetto del “principio di luogo”.

Il nostro futuro è quello di progettare una città amica produttrice di coesione sociale, consapevole e allenata alla giustizia sociale che, se così è, non può che essere anche climatica.

Una città dialogica ed educante alla prossimità, sussidiarietà e inclusione. Una città consapevole di doversi identificare come una rete capace di perfezionare l’indispensabile bisogno di strutturazione dei nodi.

Nodi che la città amica, per diventare tale, ha bisogno che siano espressioni abitate dal principio di convivenza o principi del luogo:

– nodi che sappiano integrare, facendo convivere e soddisfare il maggiore numero di caratteristiche strutturali attive di relazione;
– nodi che possano interagire come vere e proprie forze leganti;
– nodi predisposti ad una autodeterminazione di potenza interlocutrice e di gravità creativa;
– nodi che abbiano una permanente e progressiva disponibilità a contaminare ed essere contaminati dalle dinamiche interne ed esterne.

Colgo l’occasione di ringraziare tutti gli amici e compagni che in questi ultimi anni e principalmente in questi ultimi mesi hanno condiviso questa ricerca. Perché è di questo stiamo parlando, di una ricerca spesso faticosa che fortunatamente è stata ben ripagata dall’interesse e dall’operosità generata.

Consiglio tutti gli interessati ai problemi territoriali sul clima ad informarsi sulle iniziative in corso da parte della Comunità Operosa Alto Verbano, del Movimento FFF e del Tavolo per il Clima di Luino.

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