(a cura di Renzo Fazio per “Germignaga, ricordi dal passato”) Sono i “Ricordi dal passato” che non vorrei mai pubblicare quelli dedicati alla scomparsa di alcuni personaggi germignaghesi e, purtroppo, questa settimana se n’è andato un altro: Gualtiero Ongetta.
Probabilmente meno visibile di altri, non per ritrosia o timidezza, ma semplicemente perché una delle sue grandi passioni era la subacquea e, per questa ragione, molto del suo tempo libero amava trascorrerlo nelle profondità del nostro lago.
In questa disciplina sportiva Gualtiero era un vero maestro, in particolar modo nelle immersioni più estreme, dove non si può improvvisare o lasciare nulla al caso. Per arrivare a 120 metri di profondità è infatti necessario avere un assoluto controllo di qualsiasi aspetto, rispettare scrupolosamente i tempi di immersione e di risalita, accertarsi del perfetto funzionamento delle attrezzature tecniche impiegate, avere una perfetta cognizione delle giuste miscele respiratorie, ma soprattutto arrivarci dopo anni di formazione tecnica, un considerevole numero di immersioni a quote meno impegnative e il conseguimento di brevetti intermedi.
Un’altra sua grande passione era invece quella per la “militaria” e proprio per questa devo a lui un prezioso capitolo del mio libro “Germignaga va alla Guerra!”, pubblicato nel 2015 in occasione del primo centenario della Grande Guerra.
Quando mi aprì le porte della sua casa per farmi visitare le stanze piene di cimeli, rimasi veramente stupefatto: fucili, pistole, armi bianche di vario genere, materiale vario inertizzato, come proiettili e munizioni di diverso calibro, bombe a mano, bombe da aeroplano o da artiglieria, maschere antigas, attrezzature di vario genere in uso ai militari come elmetti, bussole, giberne, ecc., ma anche una preziosa documentazione cartacea inerente libretti originali di uso e manutenzione delle varie armi, carte militari, fotografie d’epoca, libri e riviste specialistiche. Ad ogni cimelio aggiungeva informazioni, storie, curiosità e segreti, assai interessanti per me da ascoltare.
La sua competenza in tema di armi era elevatissima e curava personalmente il restauro e la manutenzione di tutti i pezzi collezionati, regolarmente detenuti con tutte le autorizzazioni di legge vigenti e con le opportune misure di sicurezza necessarie per una collezione di questa natura.
Spesso abbinò le due passioni, effettuando immersioni alla ricerca di relitti navali affondati, anche nei mari di altri paesi. Queste sue duplici conoscenze erano preziose per molti come ad esempio per il P.S.A. Explorer Team Lago Maggiore, un’associazione a cui contribuì per molti anni grazie alla sua grande esperienza e preparazione.
Gualtiero era un grande conoscitore delle profondità del nostro lago: una volta gli chiesi com’erano i fondali antistanti la spiaggia di Germignaga. Subito mi rivelò dell’estrema pericolosità di tutto quel tratto antistante la foce del Tresa, interessato da forti correnti, tali da sconsigliare le immersioni anche ai subacquei più esperti. Purtroppo, periodicamente, abbiamo tragiche conferme. Chissà quante altre cose ho dimenticato e avrei potuto scrivere… Un vero peccato perdere persone come lui.
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