Germignaga | 30 Agosto 2026

“Germignaga, ricordi dal passato”, 750 anni fa la sanguinosa battaglia tra Visconti e Torriani

Renzo Fazio, nella sua rubrica, ripercorre gli avvenimenti del 1276, anno in cui la “battaglia di Germignaga” fu uno degli scontri più cruenti che portarono poi i Visconti a insediarsi a Milano

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(a cura di Renzo Fazio per “Germignaga, ricordi dal passato”) Ricorre in questi giorni il 750esimo anniversario della strage di Germignaga, un sanguinoso fatto avvenuto fra il mese di luglio o di agosto – secondo differenti fonti storiche – del 1276 fra i sostenitori dell’Arcivescovo Ottone Visconti e le forze facenti capo alla famiglia Della Torre, in lotta fra loro a partire dal 1262, anno in cui il primo venne nominato Arcivescovo di Milano da Papa Urbano IV. Da questa nomina in poi iniziò una sanguinosa guerra civile che si protrasse per oltre 15 anni.

Inizialmente fu Martino Della Torre a prevalere, costringendo per diversi anni Ottone ad abbandonare le terre e i beni a lui spettanti e obbligandolo ad allontanarsi in esilio. Le cose cominciarono a cambiare a partire dal 1273, anno in cui Simone Orelli da Muralto (Locarno), altro grande nemico dei Della Torre, imprigionato nel 1265 a Ponte Tresa e, sembra, condannato a essere esposto giornalmente in una gabbia appesa alle mura del Broletto di Milano, venne fatto oggetto di uno scambio fra prigionieri delle opposte fazioni e quindi liberato.

Nonostante il giuramento imposto di non compiere più azioni belligeranti verso i Torriani, il condottiero locarnese ben presto cominciò ad appoggiare l’Arcivescovo Ottone Visconti nel suo tentativo di tornare a reinsediarsi a Milano. Nell’aprile del 1276 Ottone riuscì ad arrivare ad Arona, ma, poco più di un mese dopo, dovette soccombere nuovamente all’assedio, che si concluse con la distruzione del castello. Analoga sorte fu riservata al castello di Angera, colpevole, con i suoi castellani, di aver appoggiato i Visconti.

Nel luglio del 1276 un nuovo scontro armato fra le due fazioni avvenne poco distante, fra Ranco ed Ispra: l’episodio, ricordato come la battaglia della Guazzera o della Giazza, nonostante il contributo di Goffredo da Langosco, Conte di Lomello, venuto in appoggio alle forze viscontee, vide nuovamente prevalere i Torriani.

Pochi giorni – o settimane – dopo avvenne la battaglia di Germignaga: dopo aver trascorso un certo periodo in esilio a Giornico, in Val Leventina, Ottone Visconti, su consiglio di Simone Orelli, cercò asilo presso Cannobio, a quel tempo libero comune e forte di uomini e armamenti. Il condottiero gli suggerì pure di richiedere l’alleanza dei Cannobiesi per tornare ad attaccare i Torriani e compiere così la sua vendetta.

Accolta questa richiesta, in breve tempo venne allestita una flotta di imbarcazioni pronte a solcare le acque del lago, ma nel frattempo i Torriani, venuti a conoscenza dei fatti, arrivarono con le loro barche a Germignaga per prepararsi allo scontro, occupando le abitazioni dei locali e compiendo nefandezze verso l’incolpevole popolazione.

Analoga informazione arrivò però anche a Cannobio, ma qui decisero di agire immediatamente e di sorpresa: in piena notte la flotta di imbarcazioni salpò dal porto e, prima dell’alba, arrivò ad abbordare le prime imbarcazioni torriane ormeggiate al largo di Germignaga. Gli occupanti, sorpresi nel sonno, vennero immediatamente giustiziati, mentre un’altra parte delle imbarcazioni approdò a riva e cominciò la cattura dei Torriani che erano già sbarcati, tirati fuori con la forza dalle case.

La sanguinosa cronaca di questo trucido evento fu riportata con dovizia di particolari dal frate Stefanardo da Vimercate (1230-1297) nel suo “Liber de gestis in civitate Mediolani”.

Le acque del lago diventarono rosse per il sangue sgorgato dai corpi gettati o rimasti cadaveri sulle imbarcazioni, trafitti dai colpi delle lance o delle frecce. Analoga sorte toccò a quelli che erano stati sorpresi nelle abitazioni e a quelli che cercarono la fuga fra gli stretti vicoli del borgo. La maggior parte venne massacrata sul posto, mentre i pochi sopravvissuti vennero fatti prigionieri. Tutto finì quando il sole cominciò a sorgere e Simone da Locarno fece salpare la propria flotta per tornare a Cannobio.

Sei mesi più tardi, con la battaglia di Desio, avvenuta il 21 gennaio 1277, i Torriani vennero definitivamente sconfitti e Ottone Visconti poté trionfalmente entrare a Milano. Nacque così la Signoria dei Visconti che, per quasi due secoli, fu protagonista della storia di questa città, e non solo. Una pagina di storia scritta a Germignaga!

Cinquant’anni fa, nell’estate del 1976, questo fatto venne ricordato con convegni e rievocazioni storiche effettuate sia a Cannobio che a Germignaga. In quella occasione vennero dati alle stampe due preziosi opuscoli, uno redatto dal cannobiese Aquilino Zammaretti e l’altro curato dal nostro Pier Giacomo Pisoni e dal luinese Pierangelo Frigerio. Due opuscoli estremamente interessanti e ricchi di fonti storiche e riferimenti.

Non avendo ovviamente a disposizione immagini di quell’epoca, a parte un’antica stampa raffigurante Ottone Visconti, ho chiesto all’amico Francesco Galmarini di poter inserire nel collage odierno un suo spettacolare olio su tavola, dipinto nel 2025, “Psychopompus”, che, a mio modo di vedere, può in parte rappresentare quella drammatica notte avvenuta a Germignaga 750 anni fa…

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