«La formazione del prezzo del grano duro deve avvenire in un contesto di assoluta trasparenza e imparzialità. Per questo condividiamo la posizione espressa da Coldiretti nazionale: chi si trova in una situazione di potenziale conflitto di interessi non può svolgere un ruolo che richiede terzietà e garanzia per tutti gli operatori della filiera». Così il presidente di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo, interviene nel dibattito relativo al funzionamento della Commissione Unica Nazionale del grano duro.
«Premesso che nella nostra provincia si produce più che altro frumento tenero, non possiamo che condividere e supportare quanto espresso in questi giorni da Coldiretti nazionale in merito alla Cun grano duro. Parliamo di uno strumento nato proprio per garantire equilibrio e trasparenza nella formazione dei prezzi, offrendo un riferimento credibile a produttori e operatori. È quindi indispensabile che ogni componente agisca esclusivamente nell’interesse della correttezza del mercato e della tutela del reddito agricolo» sottolinea Colombo.
Coldiretti nazionale ha appunto evidenziato come il commissario indicato da Confcooperative nella CUN del grano duro si trovi in una condizione di conflitto di interessi e ne ha chiesto l’esclusione, richiamando inoltre il comportamento tenuto durante le discussioni sui prezzi.
«È uno strumento che per il frumento tenero non c’è. Ma dobbiamo rimarcare come anche i nostri cerealicoltori stiano affrontando una fase complessa, caratterizzata da costi produttivi elevati, volatilità dei mercati internazionali e crescente concorrenza estera. In questo contesto è fondamentale che tutti gli strumenti di regolazione e monitoraggio del mercato operino con la massima credibilità. Dobbiamo evitare di penalizzare proprio l’anello più debole della filiera, cioè chi produce» prosegue il presidente di Coldiretti Varese.
«La difesa del reddito agricolo passa anche attraverso regole chiare, organismi indipendenti e meccanismi di formazione del prezzo che siano realmente rappresentativi e imparziali. È questo il principio che Coldiretti continua a sostenere a tutela delle imprese agricole del territorio e dell’intero comparto cerealicolo nazionale» conclude Colombo.
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