Il calendario racconta una curiosa differenza tra le due sponde del confine. Se in Italia il primo fine settimana di giugno scorrerà senza festività particolari, in Svizzera il Corpus Domini (che cade domani, 4 giugno) rappresenta invece un appuntamento molto sentito e un’occasione per concedersi alcuni giorni di vacanza. Una ricorrenza che ogni anno si traduce in un aumento dei flussi turistici verso il Varesotto, tra laghi, campagne e strutture agrituristiche.
La vicinanza geografica con il Canton Ticino (uno dei moltissimi cantoni dove questa festività è giornata non lavorativa) rende infatti la provincia di Varese una delle destinazioni naturali per migliaia di visitatori svizzeri in cerca di relax, gastronomia e contatto con la natura. Un movimento che contribuisce ad aprire simbolicamente la stagione estiva e che interessa tanto le località lacustri quanto le aree rurali dell’entroterra.
«Il ponte del Corpus Domini, con l’arrivo del turisti svizzeri, rappresenta tradizionalmente uno dei primi momenti che anticipano la stagione estiva – spiega Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese – Per il nostro territorio significa l’arrivo di molti visitatori attratti dai laghi ma anche dalla possibilità di vivere una giornata tra natura, buona cucina e produzioni agricole locali».
Tra Lago Maggiore, Ceresio, Valganna e aree collinari del Varesotto, cresce infatti l’interesse verso forme di turismo che mettono al centro l’esperienza. Non solo visite e passeggiate, ma anche degustazioni, acquisti diretti in azienda, fattorie didattiche, percorsi enogastronomici e ristorazione agricola.
«Negli ultimi anni osserviamo una crescente attenzione verso forme di turismo esperienziale che mettono al centro il territorio – evidenzia il direttore di Coldiretti Varese Luciano Salvadori – Le aziende agricole e gli agriturismi varesini rispondono a questa domanda offrendo qualità, sostenibilità e un legame autentico con le tradizioni locali».
Un ruolo importante è svolto proprio dagli agriturismi, che rappresentano una delle espressioni più complete della multifunzionalità agricola. A livello nazionale, l’appena trascorso ponte del 2 giugno ha registrato circa 650mila presenze nelle strutture agrituristiche italiane tra pernottamenti e pasti, con una componente straniera particolarmente significativa per il Varesotto e il nord Lombardia, composta soprattutto da tedeschi, svizzeri, francesi e olandesi.
«Il fenomeno si inserisce in una tendenza più ampia che vede il cibo diventare sempre più una motivazione di viaggio. Dalle produzioni casearie ai salumi, dal miele ai vini del territorio, passando per le specialità della tradizione contadina, cresce l’interesse per prodotti che raccontano il territorio e permettono di conoscere da vicino il lavoro delle imprese agricole» aggiunge Tiffany Bertoni, presidente dell’associazione agrituristica Terranostra per la provincia di Varese.
Per Coldiretti Varese ciò rappresenta un’opportunità importante anche in chiave economica e territoriale. Ogni visita in azienda, ogni pranzo in agriturismo e ogni acquisto di prodotti a chilometro zero contribuiscono infatti a sostenere le imprese agricole locali e a mantenere vivo un presidio fondamentale per la tutela del paesaggio e dell’ambiente.
«Le nostre aziende agricole non producono soltanto cibo – conclude Colombo – Custodiscono il territorio, mantengono il paesaggio e offrono esperienze che sempre più persone ricercano. Il Corpus Domini svizzero rappresenta quindi un’importante occasione per mostrare il meglio dell’agricoltura varesina e del suo patrimonio rurale».
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