Nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della rivoluzione digitale, il cibo continua a rappresentare uno degli elementi più autentici del rapporto tra uomo, territorio e comunità. È il messaggio che Coldiretti Varese raccoglie dalla prima enciclica di Papa Leone XIV che richiama l’attenzione sulla necessità di mettere la persona al centro dello sviluppo tecnologico e di contrastare nuove forme di disuguaglianza economica e sociale.
«L’agricoltura è probabilmente uno dei settori che più dimostrano come il progresso tecnologico debba restare al servizio dell’uomo e non il contrario – osservano il presidente di Coldiretti Varese Pietro Luca Colombo e il direttore Luciano Salvadori – Innovazione e digitalizzazione possono offrire strumenti importanti alle imprese agricole, ma non potranno mai sostituire il valore del lavoro, della conoscenza, dell’esperienza e del legame con il territorio».
L’enciclica “Magnifica humanitas” affronta infatti il tema delle nuove tecnologie ponendo l’accento sulle conseguenze sociali della concentrazione della ricchezza e sulla necessità di evitare che il progresso produca nuove esclusioni. Un richiamo che trova particolare attenzione anche nel mondo agricolo, dove il cibo non è una semplice merce ma il risultato del lavoro di persone, famiglie e comunità.
Per Coldiretti Varese il tema riguarda anche il rapporto tra produttori e consumatori: «Dietro ogni prodotto agricolo ci sono volti, storie, territori e competenze che nessun algoritmo può sostituire. La sfida è utilizzare le nuove tecnologie per migliorare sostenibilità, sicurezza e qualità delle produzioni, senza perdere di vista la centralità della persona».
Un principio che si lega alle battaglie per la trasparenza delle filiere, per l’etichettatura d’origine, per la tutela del reddito degli agricoltori e per una distribuzione più equa del valore lungo la catena alimentare.
«Il cibo rappresenta uno dei luoghi più concreti dell’incontro tra persone. In un mondo sempre più digitale, l’agricoltura continua a ricordarci che la qualità della vita passa anche dalla qualità delle relazioni, dal rispetto del lavoro e dalla consapevolezza di ciò che portiamo in tavola», concludono Colombo e Salvadori.
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