Germignaga | 12 Settembre 2023

Germignaga, in chiesa con il georadar

Si cercano tracce nel sottosuolo della chiesa di S. Giovanni per aggiungere tasselli alla storia medievale del paese. Proseguono le ricerche dopo la scoperta dell'affresco sulla facciata dell'edificio

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Grazie alle tecnologie di ultima generazione sarà presto possibile sapere se sotto la chiesa di San Giovanni a Germignaga sono presenti tracce che rimandano alla storia medievale del paese.

Nei giorni scorsi un team di esperti contattato dall’associazione Ra Fiùmm, che da più di un anno si occupa del progetto di valorizzazione della chiesa, dopo la scoperta di un affresco raffigurante la Madonna di Loreto, che si celava dietro una nicchia sulla facciata dell’edificio, ha svolto dei rilievi all’interno e all’esterno della chiesa, utilizzando un georadar. L’apparecchio può rilevare la presenza di mura o di altre costruzioni e oggetti fino a cinque metri di profondità, ed è stato impiegato in un luogo legato alla presenza, in epoca medievale, di un castello (qui tutti i dettagli).

Gli elementi raccolti dalla società specializzata, che ha sede a Como e lavora anche su grandi scavi urbani e nell’ambito di ricerche archeologiche, verranno analizzati con appositi software e poi, finalmente, arriveranno le risposte. «E’ stata fatta tutta la mappatura della chiesa – precisa lo storico Renzo Fazio, che è tra i fondatori di Ra Fiùmm e sta seguendo da vicino gli sviluppi del progetto voluto dall’associazione – C’è una ragionevole possibilità di trovare cose interessanti sotto terra. Ora attendiamo i risultati dell’analisi».

Ma nel frattempo gli approfondimenti dello storico germignaghese e dei suoi collaboratori non si fermano, come testimoniato dal recente ritrovamento di alcune fotografie che riguardano un funerale celebrato nel marzo 1949 proprio all’interno della Chiesa di San Giovanni. Le immagini mostrano sullo sfondo l’opera in muratura realizzata nel 1921 per chiudere la nicchia contenente l’affresco. «Dettaglio curioso – commenta Fazio – Anche se all’epoca erano ancora in vita persone che potevano aver assistito alla chiusura dell’affresco, che proprio grazie a quella copertura in mattoni è sopravvissuto fino ai giorni nostri, senza essere esposto ai fenomeni atmosferici, che l’avrebbero deteriorato».

Altro passaggio importante, per il futuro della chiesa e della ricerca storica che la riguarda, sarà l’avvio dei lavori di restauro della facciata. «A giorni – aggiunge in conclusione Fazio – verranno installati i ponteggi. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre prenderanno il via le operazioni, con la pulizia di tutte le parti in pietra sopra il portale e la rimozione dell’annerimento che si è accumulato nei secoli, il rifacimento dell’intonaco superficiale con una apposita malta, e con una tinta già approvata dalla Soprintendenza. Poi ci sarà il recupero del portone in legno, per il quale è stato identificato il colore originale, e infine toccherà all’affresco, che sarà a sua volta restaurato e protetto con l’installazione di una vetrata».

Lunghe e articolate le fasi preparatorie di tutti gli interventi, finanziati dall’associazione Ra Fiùmm, che ora si prepara ad un affascinante tuffo nel passato.

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