In questo primo anniversario fatto di commemorazioni, ricordi ed iniziative a loro dedicate, sono stati giorni difficili per mamma Luana, per i nonni e per tutti i familiari, amici e compagni di Giada e Alessio, scomparsi prematuramente lo scorso anno per mano del loro papà a Mesenzana.
Venerdì è stata inaugurata una panchina intitolata a loro (e ad Alessandra Camboni), davanti al piazzale del Municipio, grazie all’associazione Anemos e all’amministrazione comunale, che hanno dato l’opportunità a tutti di poter riflettere su uno dei temi più importante dei nostri tempi, quello della violenza.
E così, a margine di quel toccante momento, è arrivato in redazione un contributo carico di sentimento e di vicinanza, da parte di una signora che da anni si spende per la comunità con diverse iniziative volte a coinvolgere tutta la popolazione del nostro territorio, come quella del regalare “Un sasso per un sorriso” a sconosciuti.
Ecco la lettera di Annamaria Chiesa, socia dell’associazione Anemos.
Perché? È questa la domanda che ci si pone di fronte a certe tragedie. Figli contesi, a volte resi ostaggio della incapacità di riflettere e amare. Basta con queste violenze! L’amore è un’altra cosa.
Lo ripetiamo sempre di fronte ad atti scellerati, portati a compimento da chi aveva il compito e il dovere di proteggere, rassicurare ed amare nel percorso della vita, ma non è stato così!
Nessuna parola può dare conforto davanti a così tanto dolore.
Ma questa panchina ci permetterà di sostare a riflettere, ricordare, rimpiangere ma anche a non dimenticare… soprattutto vuole essere un segnale, perché la violenza non è mai amore, ma una debolezza umana.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0