Luca Attrattivo, nato ad Angera il 9 febbraio 1981 e residente a Laveno Mombello, ha sempre affiancato la sua carriera di fisioterapista a una passione per la letteratura. Dopo il diploma al Liceo Scientifico di Gavirate e la laurea in Fisioterapia nel 2005, il suo percorso letterario si è sviluppato in modo spontaneo, senza un’iniziale intenzione di scrivere romanzi.
L’approccio alla scrittura è avvenuto gradualmente. Dopo aver maturato esperienze nel mondo dell’editoria indipendente e aver pubblicato “Viva la Vida”, libro che ha trovato una buona accoglienza nel circuito locale, Luca ha continuato a perfezionare il suo stile. La svolta è arrivata con il secondo romanzo, “Le foto di Damian”, e successivamente con l’ammissione alla “Bottega di Narrazione” di Giulio Mozzi, un percorso formativo che gli ha permesso di affinare le sue competenze grazie al confronto con editor e scrittori professionisti.
“CimiceFarfalle” è un romanzo che ha richiesto anni di lavorazione. Dopo un periodo di revisione e riflessione, il testo ha ricevuto feedback positivi ed è stato inviato al Premio Calvino. Sebbene non sia entrato tra i finalisti, la scheda di lettura ricevuta ha confermato il valore dell’opera, spingendo Luca a cercare una strada per la pubblicazione.
L’uscita del libro è avvenuta attraverso una campagna di crowdfunding, un metodo che ha permesso di garantire la massima cura editoriale e di raggiungere un pubblico attento. Con oltre 400 copie vendute, il romanzo sta trovando il suo spazio grazie al passaparola e all’interesse dei lettori.
Il titolo, “CimiceFarfalle”, racchiude il contrasto centrale del romanzo: la tensione tra il desiderio di bellezza e la cruda realtà della vita. «La cimice e la farfalla rappresentano i due aspetti fondamentali della storia: il sogno di elevarsi e la consapevolezza delle proprie limitazioni», spiega l’autore. I protagonisti, infatti, si muovono tra questi due poli, riflettendo un’esistenza priva di illusioni.
La trama si sviluppa su piani temporali diversi. Al centro della storia c’è Diego Bracelli, un professore di filosofia quarantenne che negli anni ’90 vive una relazione intensa con Clara Moro, una studentessa del liceo. Il romanzo si apre nel 2019, con Diego ormai morente a causa di una rara paralisi neurodegenerativa. Costretto a muovere solo il braccio sinistro, inizia a scrivere un diario in cui ripercorre la sua vicenda. Quando, nella sua camera, appare un’ultima, inattesa figura, il passato e il presente si intrecciano in un epilogo sorprendente.
Nonostante la profondità dei temi trattati, “CimiceFarfalle” non è un’opera autobiografica. «Tutto è frutto della mia visione del mondo, di come concepisco l’amore e la crudeltà della vita – chiarisce Luca – È una storia così folle che non potrebbe mai essere reale, se non per qualche riflesso delle mie esperienze e della mia formazione personale».
Anche la copertina, ispirata a una macchia di Rorschach, sottolinea la duplicità dei temi affrontati nel libro. L’opera, infatti, non racconta una storia di speranza, ma di inevitabili trasformazioni e di un confronto diretto con la propria natura.
Dopo la pubblicazione, Luca sta pianificando nuove presentazioni per incontrare i lettori e approfondire le tematiche del romanzo. «Sto pensando di organizzare altri eventi» anticipa, confermando la volontà di portare avanti un dialogo aperto sulla sua opera e sul percorso che l’ha condotto fin qui. Con “CimiceFarfalle”, l’autore si conferma una voce autentica e originale nel panorama narrativo contemporaneo. Per acquistare il romanzo, cliccare qui.
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