Serata partecipata sabato al Teatro Sociale “Franca Rame e Dario Fo” di Luino, dove quasi trecento persone hanno assistito a “Secondo Lei”, il primo testo di prosa e la prima regia di Caterina Guzzanti, protagonista sul palco insieme a Federico Vigorito. Un pubblico numeroso che ha seguito con attenzione uno spettacolo capace di alternare leggerezza e profondità.
La rappresentazione si muove lungo il filo di una storia d’amore lontana dagli stereotipi cinematografici, restituendo una narrazione più aderente alla realtà. Il racconto si sviluppa come un flusso intimo e delicato, che osserva la coppia da una prospettiva femminile, senza mai assumere toni giudicanti.
“Secondo Lei” affronta un tema universale, oggi più che mai al centro del dibattito: la fragilità delle relazioni. Sul palco prende forma una riflessione sulle dinamiche nascoste che regolano la vita di coppia, dall’inizio quasi romantico e un po’ goffo, alla crisi tra incomprensioni, aspettative e compromessi che spesso si accumulano nel tempo.
Nel corso dello spettacolo emergono momenti di ironia che strappano sorrisi, ma sono accompagnati da una costante vena malinconica. Le risate non sono mai fini a sé stesse, ma si intrecciano con pensieri più profondi, dando vita a una narrazione che invita lo spettatore a riconoscersi nelle situazioni raccontate.
La messa in scena è arricchita da un uso calibrato di giochi di luce e inserti musicali, che si alternano alla dimensione verbale e contribuiscono a sottolineare le emozioni dei personaggi. Una costruzione essenziale, ma efficace, capace di accompagnare il pubblico lungo l’evoluzione del racconto.
Al centro della storia, l’amore idealizzato come rifugio sicuro si trasforma progressivamente in un terreno fragile, dove desideri e bisogni restano spesso inascoltati. Ne emerge un quadro fatto di silenzi, fraintendimenti e promesse disattese, in cui il desiderio più semplice diventa quello di essere compresi.
Il testo porta in scena anche una riflessione più ampia sulla crescita personale e sul significato della coppia, interrogandosi su quanto sia naturale cercare nell’altro una risposta ai propri vuoti, piuttosto che costruire un percorso autonomo. Uno spettacolo che, tra momenti leggeri e passaggi più introspettivi, ha accompagnato il pubblico in una dimensione sospesa tra nostalgia e consapevolezza, restituendo una visione autentica delle relazioni contemporanee.
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