Si è tenuta martedì scorso la conferenza sul tema della nuova “Riforma dello Sport”, riscuotendo l’interesse di diverse realtà e figure operanti nel mondo sportivo.
I tratti più salienti della riforma sono stati esaustivamente presentati e spiegati dal relatore della conferenza, Paolo Iaconcigh, dottore commercialista, revisore contabile, esperto in fiscalità sportivo-dilettantistica e docente della Scuola dello Sport Coni Lombardia.
Ad introdurre e moderare l’incontro, Marco Massarenti, presidente di “A.S.D. Sport Senza Barriere” e “Unimpresa Sport e Tempo Libero”, l’associazione e la Federazione nazionale che hanno organizzato l’evento con il patrocinio di “Coni Varese”, “Scuola dello Sport Coni Lombardia”, “Comune di Luino” ed “Osservatorio dello Sport e del Terzo Settore”. Ad assistere alla conferenza, tra gli altri, anche Ivan Martinelli, assessore allo Sport del Comune di Luino, e Walter Sinapi, delegato provinciale Coni di Varese.
«Un’interessantissima opportunità per le associazioni – ha commentato l’assessore Martinelli -, in linea con l’idea di costituire questa comunità educante e crescere insieme. Anche in caso di proroga, bisogna farsi trovare pronti di fronte a questi cambiamenti».
Sinapi ha poi ringraziato: «Un grazie a tutti i presenti, questo tipo di incontri sono essenziali per i dirigenti delle società sportive. Colgo inoltre l’occasione per portare i saluti di Marco Riva, presidente Coni Lombardia, e della dottoressa Adriana Lombardi, direttore scientifico della Scuola dello Sport Coni Lombardia».
Genesi e struttura della riforma
«Si tratta di un cammino piuttosto lungo – ha spiegato Paolo Iaconcigh -. Il tutto è nato dalla legge delega del 2019, che ha individuato una serie di linee guida che sono state finalizzate attraverso dei decreti legislativi, riguardanti l’ordinamento di A.S.D. e S.S.D. (Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche, ndr), il lavoro sportivo, l’impiantistica sportiva, la rappresentanza di atleti e società sportive, la semplificazione e le discipline invernali. L’aspetto del lavoro sportivo – ha proseguito il relatore – è stato quello più criticato e perciò si è ritenuto opportuno l’intervento correttivo pubblicato a fine ottobre 2022».
La riforma chiarisce il significato della pratica sportiva. «Per la prima volta si assiste ad una vera e propria definizione di “sport” nel panorama italiano – ha affermato Iaconcigh -. Gli si da un carattere molto inclusivo e una visione più ampia. Difatti, si inizia a parlare di sport non solo in termini di ricerca di un risultato, di agonismo, ma anche di momenti per cercare di vivere miglioramenti della condizione fisica e psichica, sdoganando tante discipline che finora sono state considerate a fatica, o non considerate del tutto, sport».
Per quanto riguarda le forme associative, Iaconcigh ha evidenziato l’introduzione delle cooperative nella forma societaria delle S.S.D. e la rimozione delle società di persone, nonché la piena compatibilità tra mondo sportivo dilettantistico e terzo settore, seppur spiegando la complessità del codice di quest’ultimo e la prevalenza dello stesso in termini normativi. La conferenza è poi proseguita toccando l’aspetto di didattica, formazione ed assistenza, che costituiscono gli esercizi principali da svolgersi in via stabile per l’attività sportiva dilettantistica, lasciando spazio anche ad altro tipo di attività, che devono però essere “previste dallo statuto e svolte in via secondaria e strumentale per finanziare l’attività principale, che risiede nello sport dilettantistico”.
“Semplificazioni” del decreto
In relazione al decreto legislativo numero 39, Iaconcigh ha evidenziato due aspetti di maggiore rilevanza. Innanzitutto, la semplificazione della procedura per richiedere la personalità giuridica da parte delle A.S.D. «Non avere personalità giuridica significa che sono il presidente e coloro che rispondono per conto dell’associazione ad esporre il proprio patrimonio personale. La riforma ha semplificato la procedura, togliendo il limite minimo del capitale che in Lombardia era fissato a cinquantaduemila euro, ma ad oggi non sono state ancora definite le modalità operative, sebbene sia entrata in vigore il 31 agosto di quest’anno».
Il secondo aspetto trattato dal relatore ha riguardato il nuovo registro delle attività sportive dilettantistiche: «Non ha nessuna particolarità nuova rispetto a quello del Coni che sarebbe dovuto andare a sostituire e che invece continua ad esistere e ad avere effetto ed efficacia per essere riconosciuti da parte del Coni. È comunque opportuno essere iscritti al nuovo registro – ha proseguito Iaconcigh -, perché dovrà essere utilizzato come piattaforma di riferimento per svolgere adempimenti burocratici per il lavoro sportivo».
Il lavoro sportivo
«La riforma del lavoro sportivo – ha spiegato il relatore – deriva dalla volontà di colmare il vuoto dovuto alla mancanza di tutele previdenziali, economiche e normative per i collaboratori nel mondo dello sport. Questo richiede un investimento di risorse e allo stesso tempo questi cambiamenti devono essere sostenibili per il settore sportivo, che è da sempre in difficoltà, a causa di margini pressoché inesistenti e in una situazione che è andata peggiorando a seguito di pandemia e caro bollette».
Iaconcigh ha poi illustrato gli elementi più rilevanti della riforma. «Innanzitutto, scompaiono le collaborazioni sportive, c’è poi una riduzione del carico fiscale e dell’ingresso della previdenza, tramite uno spostamento di risorse dal fisco all’Inps, e si prevedono maggiori adempimenti amministrativi».
In termini di tipologie di lavoratori, Iaconcigh ha specificato: «Viene abrogata la figura dell’amatore, sostituita da quelle del volontario, che opera su rimborso spese, o del collaboratore sportivo, che opera a titolo oneroso. Il lavoratore sportivo può essere inquadrato come lavoratore dipendente, come “Collaboratore Coordinato e Continuativo” (“co.co.co.”), o come professionista titolare di partiva IVA».
Successivamente, il relatore ha presentato il dettaglio di diversi scenari di tassazione fiscale e previdenza, comparando l’evoluzione di quest’ultime da prima a dopo l’entrata in vigore della riforma, e tra la figura del “co.co.co.” e quella del professionista con partita iva forfettaria.
A termine di una conferenza che ha saputo trattare in maniera esaustiva ed approfondita gli aspetti più rilevanti per le realtà sportive coinvolte dalla nuova riforma, Iaconcigh ha concluso illustrando gli aspetti di pensione, maternità, degenza ospedaliera e malattia per la figura del “co.co.co”, tutte prestazioni commisurate all’imponibile su cui si calcolano i contributi. «L’ingresso nella previdenza avviene ancor meno che in punta di piedi. Per lo sport si continua purtroppo a fare poco».
Riforma: entrerà in vigore a gennaio 2023?
Secondo Iaconcigh la riforma non partirà da inizio anno: «Ci sono forti critiche e resistenze da parte di diversi enti ed inoltre, non siamo pronti. Ci sono procedure da svolgere a cui il nuovo registro non è ancora stato predisposto, aspetti della legislazione da definire, così come alcune modalità operative. Si suppone che la riforma entrerà in vigore a fine luglio, altri dicono a gennaio 2024».
«La mia opinione personale – ha spiegato il relatore – è che c’è un gran bisogno che la riforma entri in pista, sicuramente la si sarebbe potuta fare meglio, ma non farla ci fa permanere in una situazione abbastanza complicata. Ci sono trenta sentenze della cassazione, uniformi le une con le altre, che hanno posto una sterzata sulle collaborazioni sportive così come le conosciamo, affermando che possono essere applicate solo in termini ludico-associativi, in casi residuali di figure che si adoperano solo per passione e non a persone che lavorano effettivamente nel mondo dello sport. Senza la nuova norma, questa situazione non è particolarmente raccomandabile».
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