Dopo le parole del presidente del Circolo locale di Fratelli d’Italia, Mario Contini, che ha espresso soddisfazione per la nomina di Alberto Frigerio, come rappresentante della Parrocchia di San Pietro e Paolo, che salvo revoche da parte del prevosto dovrebbe essere confermato nel CdA della Fondazione Monsignor Comi, torna a parlare il presidente uscente Gianluca Vissi.
Il tema, questa volta, oltre all’aspetto legato alla Fondazione, è quello relativo ad un contenuto pubblicato dal nostro giornale, a cura del Laboratorio Energia del Tavolo per il clima di Luino, che annunciava la ripartenza dell’impianto cippato all’interno della struttura, che si inserisce, almeno nel dibattito pubblico, all’interno degli equilibri sottili delle decisioni della politica locale su questi nuovi incarichi che verranno assegnati per il Consiglio d’Amministrazione del Monsignor Comi.
Negli scorsi giorni, però, erano arrivati anche gli interventi proprio del presidente del CdA uscente, Gianluca Vissi, del deputato luinese Andrea Pellicini e successivamente del sindaco di Luino, Enrico Bianchi, che hanno espresso la loro posizione in merito alla situazione riguardante il nuovo CdA della Fondazione e la nomina dei nuovi membri.
Ecco il comunicato stampa firmato dal presidente uscente, l’avvocato Gianluca Vissi.
Sono rimasto molto sorpreso leggendo l’articolo dello scorso 19 ottobre intitolato “Riparte l’impianto a cippato del Mons. Comi di Luino” poiché non solo contenente affermazioni inveritiere e di tenore offensivo, ma anche perché pubblicato senza alcuna condivisione di merito e di metodo da parte di un non meglio precisato “Laboratorio Energia del Tavolo per il clima di Luino” in tempismo peraltro altamente “sospetto”.
Per inquadrare, in sintesi, la vicenda preciso che l’impianto a cippato era utilizzato fino all’estate 2020 come integrazione alle forniture di gas già contrattualizzate Fondazione Comi. In quel periodo il contratto con il fornitore di biomassa legnosa era in scadenza e l’allora D.G. Maurizio Pesenti, già Commissario della Fondazione, valutò che il rinnovo del rapporto con l’unico fornitore indicato dai referenti del tavolo per il clima non fosse economicamente sostenibile, stante l’importante aumento del prezzo richiesto da detto fornitore rispetto al costo effettivo sostenuto dalla Fondazione per l’approvvigionamento del metano.
Con l’arrivo della nuova Direzione Generale e su impulso del Consiglio d’Amministrazione si è iniziato, sin da subito, a monitorare l’andamento dei consumi per verificare l’effettiva convenienza della decisione di sospendere la fornitura. Con la ri-contrattualizzazione del primo semestre del 2021, in ragione del trend di crescita dei costi della materia prima, è stata considerata la possibilità di raggiungere un giusto equilibrio tra sostenibilità economica e sostenibilità ambientale mediante la riattivazione dell’impianto a cippato.
Quanto accaduto nel corso del 2022 è noto a chiunque. La guerra in Ucraina e la crisi energetica hanno fatto lievitare i costi del gas difficilmente sostenibili per realtà come la nostra RSA, dove ovviamente per intuibili ragioni non è possibile rinunciare al riscaldamento degli ambienti o dell’acqua in suo agli Ospiti.
Attesa la situazione in divenire con tariffe purtroppo non più negoziabili successivamente al mese di giugno del 2022, la direzione si è quindi attivata, in coordinamento con il tavolo per il clima per la riattivazione dell’impianto a cippato, previo investimento della Fondazione finalizzato ad ottimizzare la funzionalità dell’impianto ormai datato, così ritornando ad un sistema integrato in grado di consentire il raggiungimento di benefici ambientali che, ci perdonerà il laboratorio, in termini di sostenibilità economica.
Questo è quanto in realtà si è verificato e queste le circostanze che hanno consentito la sempre auspicata riattivazione dell’impianto, anche grazie ad un costante monitoraggio dei costi, delle tariffe in vigore, delle opportunità di investimento da parte della Fondazione.
Qui si conclude la sintesi dei fatti senza strumentalizzazioni che invece emergono chiaramente dal tenore dell’articolo a firma del “laboratorio energia” del Tavolo per il Clima di Luino, rappresentato e coordinato dal signor Gianfranco Malagola che, per quanto noto allo scrivente, ha presentato la propria candidatura al Comune di Luino a consigliere del nuovo CdA della Fondazione, le cui nomine saranno formalizzate dal sindaco tra pochissimi giorni e che fanno sorgere seri dubbi sulle finalità di una pubblicazione dai toni inspiegabilmente tanto aspri e denigratori dell’operato della direzione, ma apparentemente destinati a mettere in discussione “anticipata” quello del Consiglio uscente.
In tal senso appare riferibile quanto dichiarato a Luinonotizie il successivo 20 ottobre dal sindaco di Luino, laddove precisa che sarà il nuovo CdA a tracciare un quadro sull’attuale gestione e un bilancio su questi anni difficili, lasciando aperto il discorso sulle nomine anche per l’eventuale conferma dei componenti del CdA che si può invece ritenere già esclusa, quantomeno per i due componenti designandi dal Comune di Luino. In realtà il Consiglio uscente ha operato per la metà della durata del proprio mandato in concomitanza e a stretto contatto con l’attuale amministrazione cui è ben noto quanto è stato fatto dalla Fondazione negli ultimi due anni.
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