Svizzera | 1 Gennaio 2023

Più acqua nelle dighe svizzere per prevenire la crisi elettrica

Aumenta il livello dei bacini sul territorio della Confederazione elvetica, e raggiunge l'85% della capacità massima. Cosa dicono i dati federali

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(A cura di Renato Balducci, dal sito www.luganolife.it) Il livello dei bacini idroelettrici nella Confederazione è aumentato nelle ultime settimane, stando a quanto rilevato nei dati federali dalla Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS.

Gli operatori stanno accumulando riserve in previsione di un aumento dei prezzi dell’elettricità all’inizio del 2023’. Lo scrive il sito giornalistico Swissinfo rimarcando come le dighe stiano accumulando riserve in vista di una possibile crisi elettrica.

Il riempimento dei bacini artificiali è passato da circa 7.000 GWh all’inizio di settembre a 7.585 GWh il 28 novembre. Secondo l’Ufficio federale dell’energia (UFE) si tratta dell’85,4% della capacità massima.

‘’Il riempimento – si legge – è in parte dovuto alla riserva strategica istituita dal Governo svizzero. Lo scorso autunno, il Consiglio federale ha indetto una gara d’appalto per bloccare 400 GWh di elettricità in tutto il Paese, da utilizzare in caso di carenza. Gli operatori agiscono però principalmente sulla base dei prezzi di mercato. E sono proprio le previsioni per questo inverno a spingerli a riempire i loro bacini di stoccaggio. I prezzi sono attualmente più alti per il primo trimestre del 2023 rispetto alla fine del 2022, il che rappresenta un incentivo a mantenere l’acqua nei laghi”.

Le aziende produttrici di energia elettrica preferiscono quindi generarla in altri modi o importarla piuttosto che utilizzare le dighe, che rimangono l’unico modo per conservare una così grande quantità di energia per lungo tempo.

‘’Il calo della produzione delle dighe – fa notare Swissinfo – è compensato principalmente dalle centrali nucleari. Dall’inizio di settembre, questi impianti funzionano a pieno regime. Producono quasi 490 GWh a settimana, rispetto ai 285 GWh dello stesso periodo del 2021. Attualmente, oltre la metà dell’elettricità prodotta in Svizzera proviene da centrali nucleari”.

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