Continua a tenere banco, in città, il caso politico scaturito dopo l’ultimo consiglio comunale, nel quale successivamente al respingimento della mozione sulla realizzazione di un campo da minigolf, il consigliere proponente Furio Artoni ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente della Commissione Bilancio e vicepresidente della Commissione Territorio.
Solidali con il capogruppo Artoni erano stati i consiglieri “#Luinesi”, Alessandro Casali e Davide Cataldo, mentre sia il sindaco Enrico Bianchi che il capogruppo di “Sogno di Frontiera”, Franco Compagnoni, auspicavano la possibilità che il rappresentante di “Azione civica per Luino e frazioni” tornasse sui suoi passi, invano dopo un suo secondo intervento nel quale non dava spazio per ripensamenti.
Oggi, però, a prendere parola è il consigliere di maggioranza, nonché presidente della Commissione Territorio, Giuseppe Cutrì, che in modo molto onesto esprime tutto il suo rammarico per quanto successo, chiedendo ad Artoni di riconsiderare le proprie dimissioni.
Ecco la lettera integrale che il consigliere Giuseppe Cutrì ha inviato alla nostra redazione.
Durante questi giorni mi sono chiesto se in questi anni fossi riuscito a far intendere ai cittadini della città che amo, in cui sono cresciuto e nella quale ho vissuto tra le più belle esperienze della mia vita, chi fossi veramente.
La mia candidatura e successivamente questa esperienza di amministratore hanno il solo scopo di servire, al meglio delle mie capacità e possibilità, la città e la comunità che in essa vive, studia e lavora, consapevole delle responsabilità che questo comporta. La mia storia personale, e chi mi conosce può raccontare molto più delle mie parole, tra i tanti difetti che posso avere, non ci sono né presunzione, né arroganza ed è per questo che sono rammaricato per lo scontro verbale avuto con il consigliere Artoni, durante l’ultimo consiglio comunale.
Riascoltando la discussione mi sono reso conto che la concitazione non mi ha permesso di far cogliere che la frase sulla presentazione delle mozioni non era un’affermazione, bensì una domanda al capogruppo; ammetto che l’espressione non è stata delle migliori e si prestava ad essere fraintesa, ragion per cui faccio ammenda e comprendo le critiche (non gli insulti) che sono seguite.
Mi auguro che queste mie parole convincano l’avvocato Artoni a riconsiderare le proprie dimissioni. Ad ogni modo sento doveroso questo chiarimento nei confronti dell’istituzione che rappresento, del ruolo di presidente di commissione, della città di Luino e, mi sia concesso, per tutte le persone che mi hanno dimostrato la loro stima, anche in questo mio momento di difficoltà.
Ritengo che le decisioni espresse dalla maggioranza in consiglio debbano comunque essere rispettate e sono altresì convinto che il dibattito politico si debba svolgere sempre in un clima sereno in tutte le sedi, istituzionali e non, in nome di quella “rivoluzione della gentilezza” a cui tutti siamo invitati e di cui, proprio in questi momenti difficili, c’è un gran bisogno.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0