Luino | 10 Settembre 2026

Luino, una giornata di grande festa alla Fondazione Comi per i 100 anni di Joele Bez

Un secolo di vita e di ricordi. La donna, vissuta a Milano, possedeva una seconda casa a Colmegna. Rimasta legata per tutta la vita al nostro territorio, vi si trasferì all'età di 90 anni

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Una giornata di festa e di grande emozione alla Fondazione Mons. Gerolamo Comi di Luino, dove ieri, mercoledì 9 settembre, è stato celebrato il centesimo compleanno della signora Jole Bez, circondata dall’affetto dei familiari, dei residenti e del personale della struttura.

Alla festa hanno preso parte i vertici della Fondazione Comi, insieme al Vice Sindaco di Luino Alessandro Casali, intervenuto in rappresentanza dell’Amministrazione comunale per rendere omaggio alla centenaria e consegnarle una pergamena a nome della città.

Nata a Crema, Jole ha trascorso gran parte della propria vita a Milano. Si è sposata con Carlo, compagno di una vita, con il quale ha avuto la gioia di festeggiare anche i cinquant’anni di matrimonio. Un legame, quello della coppia, che si intreccia profondamente anche con il territorio luinese: proprio a Colmegna Jole e Carlo trascorsero, infatti, il loro viaggio di nozze e, innamoratisi di questi luoghi, vi mantennero negli anni una seconda casa sul lungolago.

Colmegna divenne così il luogo delle vacanze e dei momenti più sereni: Jole amava dedicarsi a lunghe passeggiate, mentre Carlo trascorreva il tempo pescando sul lago. Sarta di professione, lavorava da casa ed era particolarmente apprezzata per la sua abilità e precisione.

Una passione che l’ha accompagnata per moltissimi anni: ancora in età avanzata amava realizzare con le proprie mani borse e vestiti per le nipoti. Donna di profonda fede, frequentava con assiduità la chiesa e aveva scelto anche di dedicare parte del proprio tempo agli altri, svolgendo attività di volontariato in una casa di riposo.

A 90 anni un’altra importante scelta di vita: lasciare Milano e trasferirsi a Luino, per essere più vicina alla nipote che si preparava a diventare mamma. Un ritorno, in qualche modo, verso quei luoghi del lago ai quali Jole era rimasta legata per tutta la vita.

«È un grande onore, a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la comunità, aver partecipato a questo momento così speciale – ha sottolineato il Vice Sindaco Alessandro Casali –. Raggiungere il traguardo dei cento anni è un evento straordinario, che merita di essere celebrato con affetto e riconoscenza.

«In una vita così lunga c’è la storia di una persona, ma anche una parte importante della storia della nostra comunità: ricordi, esperienze, affetti e tanti cambiamenti attraversati nel corso degli anni. La consegna della pergamena vuole essere un piccolo gesto di vicinanza e di gratitudine da parte del Comune, per rendere omaggio a Jole, alla sua storia e alla sua famiglia», conclude Casali.

Anche la Fondazione Comi ha voluto rendere speciale questo importante compleanno. «Festeggiare i cento anni di una nostra residente è sempre un momento che coinvolge profondamente tutta la Fondazione», sottolineano congiuntamente il Presidente Gianfranco Malagola, la Vice Presidente Enrica Nogara e il Direttore Generale Pierfrancesco Buchi.

«Dietro questo straordinario traguardo non c’è soltanto un numero, ma una vita intera fatta di affetti, lavoro, sacrifici, fede, famiglia e attenzione agli altri. Ascoltare la storia di Jole significa attraversare un secolo di cambiamenti attraverso gli occhi e i ricordi di chi lo ha realmente vissuto», affermano.

«Per noi la Fondazione deve essere prima di tutto una casa, nella quale ogni residente continui a sentirsi parte di una comunità e nella quale anche le ricorrenze personali diventino occasioni da condividere. Poter festeggiare insieme a Jole questo giorno, con la sua famiglia, il personale e le istituzioni della città, è un privilegio e ci ricorda il valore più autentico del nostro lavoro: prenderci cura delle persone, ma anche custodirne le storie», concludono.

Alla signora Jole sono andati gli auguri più affettuosi di tutta la grande famiglia della Fondazione Comi, per cento anni di vita, di affetti e di ricordi che oggi diventano patrimonio di un’intera comunità.

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