Era stato fermato lo scorso marzo dai carabinieri della stazione di Cuvio, durante uno dei controlli che i militari dell’Arma compiono periodicamente sul territorio, tra Brinzio e Rancio Valcuvia, e trovato in possesso di uno spinello.
Si tratta di un 64enne di Besozzo in casa del quale i carabinieri, nel corso della successiva perquisizione, hanno rinvenuto poco più di duecento grammi di marijuana e un bilancino che hanno condotto al suo arresto, in seguito al quale era poi stato disposto l’obbligo di firma in caserma.
Gli accertamenti tossicologici condotti successivamente sulla droga detenuta dall’uomo, come emerge dalle pagine de La Prealpina, hanno determinato la presenza di soli 449 milligrammi di principio attivo, poco sotto la soglia limite del possesso per uso personale fissata a 500 milligrammi: si trattava, dunque, di “cannabis light”.
Il 64enne, in fase processuale, ha affermato di essere consumatore abituale di spinelli e che il bilancino trovato dai carabinieri non era altro che una bilancia da cucina rotta. Anche per questo, contrariamente alla prima impressione che lasciava presagire l’ennesima attività di spaccio nei boschi del Varesotto – stando a quanto riportato sul quotidiano locale – il Pm Davide Toscani ha chiesto per l’uomo l’assoluzione, condivisa dall’avvocato difensore Fabio Bottinelli e confermata poi anche dal giudice Rossana Basile, per la non sussistenza del fatto.
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