Marchirolo | 4 Maggio 2026

Marchirolo, violenze del 2018 senza colpevoli: assolti anche gli ultimi due imputati

Si chiude senza condanne la vicenda giudiziaria nata dalle aggressioni del 2018: un uomo accoltellato per aver sfidato gli spacciatori e una rapina nei boschi poco dopo

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A quasi otto anni di distanza dai fatti, la vicenda giudiziaria legata alle violenze avvenute a Marchirolo nel settembre 2018 si chiude senza alcun colpevole.

Lo riporta il quotidiano locale La Prealpina: il Tribunale di Varese ha assolto anche gli ultimi due imputati, entrambi di nazionalità marocchina e difesi dagli avvocati Marco Natola e Armando Simonati, che erano rimasti a processo con l’accusa di tentato omicidio e rapina.

Con questa pronuncia si conclude anche il secondo filone del procedimento, dopo che già nel 2024 altri due coimputati erano stati assolti. A presiedere il collegio giudicante il giudice Alessandro Chionna, che ha accolto la richiesta di assoluzione avanzata dal sostituto procuratore Maria Claudia Contini.

Al centro della vicenda c’è un episodio di violenza che all’epoca aveva suscitato forte scalpore: un cittadino marocchino, che aveva apertamente protestato contro lo spaccio di droga lungo le strade del paese e nella zona boschiva di via San Paolo, era stato aggredito e colpito con due coltellate, una all’addome e una alla scapola destra mentre tentava di fuggire. A rendere il fatto particolarmente inquietante era il movente ipotizzato dagli investigatori: punire chi si era opposto pubblicamente ai traffici illeciti di stupefacente.

A pochi minuti di distanza, nella stessa area, altri due uomini sarebbero stati rapinati mentre acquistavano cocaina, assaliti e colpiti con una roncola, secondo il loro racconto, in un bosco nelle vicinanze di Marchirolo.

I carabinieri che avevano condotto le indagini ritenevano i due episodi strettamente connessi, ipotizzando che a compierli fosse stato lo stesso gruppo, composto dai quattro cittadini marocchini poi finiti a processo in due fasi distinte.

Tuttavia, come sottolinea La Prealpina, questa ricostruzione non ha retto al vaglio del dibattimento. Il pubblico ministero Contini ha evidenziato nella sua requisitoria come le descrizioni delle vittime fossero troppo generiche e come i riconoscimenti fotografici eseguiti durante le indagini non avessero prodotto risultati sufficientemente certi. La tesi degli inquirenti, ha osservato l’accusa stessa, era rimasta una costruzione «per logica», priva di riscontri concreti, una «mera ipotesi» senza elementi che la supportassero.

In aula, al momento della sentenza, era presente uno solo dei due imputati, il quale ha dichiarato di non sapere nulla dei fatti contestati e di essersi recato in provincia di Varese una sola volta, non a Marchirolo bensì a Luino, per fare visita a un cugino – anch’egli imputato nel procedimento – che all’epoca versava in condizioni di salute precarie, con difficoltà a camminare.

Il Tribunale ha quindi pronunciato l’assoluzione per entrambi, ponendo fine definitivamente all’intera vicenda giudiziaria. Il bilancio complessivo è eloquente: due processi, quattro imputati, zero condanne. Sia il tentato omicidio dell’uomo che aveva osato sfidare gli spacciatori, sia la rapina consumata poco dopo tra i boschi restano a tutt’oggi senza un responsabile accertato.

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