Duno | 4 Maggio 2025

Duno, il tribunale assolve un 65enne: «Non accoltellò nessuno, il fatto non sussiste»

Dopo quasi 4 anni di iter giudiziario, il Tribunale di Varese ha assolto con formula piena l'uomo di Duno che era stato accusato di aver ferito un 51enne al polso durante una lite per un incidente

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Il Tribunale di Varese ha assolto un 65enne residente a Duno, dall’accusa di lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di arma da taglio, con la formula “perché il fatto non sussiste”. La vicenda, risalente al 6 ottobre 2020, riguardava una lite sfociata in un accoltellamento a seguito di un sinistro stradale nella zona di Cuveglio.

Secondo quanto emerso durante il processo, conclusosi il 17 aprile 2024, l’uomo era stato indicato come responsabile dell’aggressione nei confronti di un 51enne residente a Castellanza. Quest’ultimo, all’epoca, lo aveva denunciato affermando di essere stato colpito con un coltellino al polso sinistro, riportando una ferita giudicata guaribile in dieci giorni. Tuttavia, nel corso delle udienze, la versione della persona offesa è stata messa in discussione da diversi elementi e testimonianze.

In aula, il 51enne ha raccontato di essere stato inseguito dal 65enne dopo un urto tra i veicoli lungo la Provinciale di Cuveglio, e che quest’ultimo, una volta sceso dal mezzo, avrebbe estratto un coltellino insultandolo e colpendolo alla mano. Versione supportata da un testimone che però non aveva assistito direttamente all’azione incriminata, ma era arrivato sul posto solo a litigio terminato.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Pasquale Schiariti, ha fornito una ricostruzione differente, sostenendo che fu il 51enne ad inseguire il 65enne dopo il tamponamento, aggredendolo con alcuni oggetti da cantiere. Secondo l’imputato, il castellanzese avrebbe lanciato verso di lui un puntello di ferro e pezzi di lamiera. Testimonianze a favore dell’imputato, tra cui quella del fratello e dell’allora maresciallo e comandante del Comando della Stazione dei Carabinieri di Cuvio, hanno confermato questa versione.

Il giudice monocratico, dottoressa Chiara Pannone, ha valutato le dichiarazioni dei testimoni ritenendo quelle accusatorie “di poca o nulla credibilità ed affidabilità”, sottolineando come la ferita riportata non potesse essere attribuita con certezza a una coltellata. Inoltre, non è mai stato rinvenuto alcun coltello, né ci sono stati riscontri oggettivi alla presenza di un’arma.

Nella sentenza si legge che le due auto si sarebbero sì incrociate lungo una curva, ma l’effettiva dinamica del successivo confronto fisico tra i due rimane incerta. Le versioni fornite dai protagonisti del fatto risultano inconciliabili e non supportate da prove dirette, tali da escludere la responsabilità penale del 65enne oltre ogni ragionevole dubbio.

La sentenza ha posto fine a un lungo iter giudiziario iniziato con la querela sporta dal 51enne la sera stessa dei fatti presso la caserma dei Carabinieri. Le motivazioni, depositate nei sessanta giorni successivi alla pronuncia, hanno evidenziato anche i pregressi dissapori tra i due, dovuti a controversie lavorative nel settore boschivo.

Il 65enne, noto in paese per la gestione della sua azienda agricola all’Alpe di Duno, ha richiesto tramite comunicazione scritta alla nostra redazione una rettifica dell’articolo pubblicato nel 2020, ritenuto lesivo della propria immagine e reputazione. 

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