Assolti perché il fatto non sussiste. Il fatto era una presunta rapina a Maccagno, risalente al 9 luglio 2020 ma gli imputati, un ragazzo classe 2000 originario dell’alto Varesotto e le due persone inizialmente indicate come complici, sono usciti puliti dal processo che si è svolto in tribunale a Varese.
I loro difensori, gli avvocati Corrado Viazzo e Giovanni Caliendo, avevano bollato come illogica la versione del 30enne, e oggi i giudici hanno accolto la loro richiesta di assoluzione, avanzata peraltro anche dal pubblico ministero.
I tre erano stati denunciati dalla presunta vittima, che ai carabinieri aveva raccontato di essere stata aggredita dopo un aperitivo. Accerchiato dai complici del ragazzo con cui si era trovato al bar per bere qualcosa in compagnia, il 30enne sarebbe poi stato picchiato e si sarebbe trovato senza smartphone, senza bancomat e senza la collanina che indossava quel giorno.
Ma in tribunale, davanti ai giudici del collegio, il racconto ha assunto contorni completamente diversi e il 30enne in aula non ha riconosciuto gli imputati. Non è tutto, perché l’uomo ha descritto un’altra dinamica dell’aggressione, parlando di un posto diverso, di un gruppo composto da una decina di soggetti, e di una ferita ad una gamba, infertagli con un coltello. Ferita che non compare in alcuna documentazione medica.
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