La Openjobmetis che ha archiviato l’estenuante parentesi delle sei gare in meno di venti giorni, necessaria a recuperare l’inattività causata dal Covid, è una squadra ancora bloccata dai propri limiti ai piedi di una montagna tutta da scalare per non retrocedere, e per lasciarsi alle spalle i dolori di una stagione terribilmente complicata.
Allo stato attuale non è più una questione di ritmi da sostenere. Le sorti di Varese tornano a ruotare attorno al gioco, il fattore che da solo riassume l’85-76 di ieri in favore della Virtus Bologna, che cavalcando sull’ampio divario tecnico ha contribuito a rimandare la partenza degli uomini di Bulleri per la missione più dura che gli equilibri di questo campionato potessero richiedere.
Nove le partite ancora da disputare, nella consapevolezza che senza attacco nessun’altra variante potrà garantire la risalita dal fondo della classifica. Anche ieri, a quasi due settimane dalla gara con la Fortitudo, i biancorossi hanno cercato ossessivamente il tiro dall’arco, con un 14/38 troppo ingombrante, al di là della caratura dell’avversario che può anche passare in secondo piano se le sortite offensive nascono e si spengono, puntualmente, senza seguire una rotta.
Non stupisce di conseguenza il fatto che i primi punti in post di Scola siano arrivati a terzo quarto inoltrato, dopo lo spaventoso digiuno del secondo periodo, durato più di sei minuti – trascorsi senza che la Openjobmetis riuscisse a totalizzare un solo punto – e a metà strada tra il +10 firmato Virtus di fine primo tempo e il +20 che ha aperto il quarto conclusivo. I meccanismi d’attacco di Varese si sono inceppati ripetutamente a ridosso dell’area dei tre secondi, dove il solo Egbunu (13 punti alla terza presenza in serie A, con a referto anche due schiacciate prese in fronte per gentile concessione di Adams e Hunter) ha provato a dire la sua muovendo muscoli e spalle.
Otto in totale i punti scaturiti dai 13 rimbalzi offensivi della squadra ma il centro nigeriano, nonostante i progressi, è apparso ancora indietro rispetto alla maturità che serve per affrontare l’arduo compito a cui sono chiamati i biancorossi, senza contare i suoi piedi incollati al parquet quando si tratta di difendere il canestro, ieri bersaglio più che facile per una Virtus che nel terzo quarto, davanti ad un’area costantemente sguarnita e con un Belinelli micidiale in uscita dai blocchi, ha alzato le percentuali al tiro e costruito azione dopo azione il definitivo distacco.
I primi incontri che contano per il team prealpino sono dietro l’angolo (dopo Sassari arriveranno Pesaro e Trento per chiudere il mese di marzo). Il destino spaventa, ma per fortuna è ancora tutto da scrivere.
VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA-PALLACANESTRO OPENJOBMETIS VARESE: 85-76
Virtus Segafredo Bologna: Tessitori 2, Belinelli 13, Pajola ne, Alibegovic 11, Markovic 3, Ricci 3, Adams 21, Hunter 4, Weems 14, Teodosic 4, Gamble 9, Abass 1. Coach: Goran Bjedov.
Pallacanestro Openjobmetis Varese: Beane 7, Morse 3, Scola 12, De Nicolao, Ruzzier 3, Strautiņš 9, Egbunu 13, De Vico 3, Ferrero 7, Douglas 19, Virginio ne. Coach: Massimo Bulleri.
Arbitri: Bartoli – Borgo – Valzani.
Parziali: 19-21; 20-8; 29-19; 17-28. Progressivi: 19-21; 39-29; 68-48; 85-76.
Note – T3: 12/28 Virtus Bologna, 14/38 Varese; T2: 21/34 Virtus Bologna, 14/33 Varese; TL: 7/12 Virtus Bologna, 6/12 Varese. Rimbalzi: 37 Virtus Bologna (Belinelli ed Alibegovic 5), 41 Varese (Douglas 13); Assist: 24 Virtus Bologna (Markovic 9), 22 Varese (Ruzzier 9).
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