A ventiquattro ore di distanza dalla Gran Fondo Tre Valli Varesine, andata in scena nella giornata di ieri sulle strade di numerosi comuni del territorio, non si placano le polemiche provenienti dal versante dei commercianti, mentre prosegue di pari passo soprattutto sui social il confronto tra cittadini in merito all’entità del disagio provocato dal passaggio dei corridori nel Luinese e non solo.
Se da una parte la manifestazione della Società Ciclistica Alfredo Binda è stata senza dubbio un successo dal punto di vista sportivo, con più di duemila iscritti, in sella per rappresentare ben venticinque nazioni, a cui si sommano i circa novecento pernottamenti presso le strutture alberghiere varesine, dall’altra i gestori di tutte le attività non direttamente coinvolte nell’evento, hanno portato in primo piano le conseguenze di una domenica sacrificata in virtù delle necessarie modifiche della circolazione.
Il messaggio fortemente critico di Mark Saredi, proprietario del ristorante Mirasole di Porto Valtravaglia, è a tale proposito il simbolo di chi ha vissuto il passaggio della Gran Fondo non da protagonista o da appassionato, ma da persona che con il proprio lavoro ha dovuto accettare un buco nell’incasso giornaliero che nessuno provvederà a risanare.
E’ così che oggi altri esercenti alzano la voce e si aggiungono alla lista dei soggetti danneggiati dalla corsa. Tra questi il proprietario del negozio Fiorista Seminati di corso XXV Aprile a Luino, che ha inviato alla nostra redazione un breve ma significativo messaggio.
“In merito alla gara ciclistica svoltasi ieri – scrive Seminati – ci tengo a sottolineare che anche io sono un commerciante della città aperto la domenica mattina, che ieri poteva starsene tranquillamente a casa. Resta il fatto che non lavoro la domenica per hobby. Ci sono due strade per arrivare a Luino – sottolinea – possibile che le abbiano chiuse entrambe? Che benefici abbiamo avuto noi? Nessuno ha pranzato presso il nostro locale, nessuno ha pernottato da noi, non abbiamo venduto souvenir. Per il turismo serve ben altro rispetto a due gare ciclistiche – conclude il gestore -. Spero che almeno altri commercianti abbiamo tratto giovamento dal passaggio della corsa”.
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Se una volta l’anno si chiude qualche strada per un paio d’ore per una 3 valli, per un mondiale, per un giro d’Italia va bene. Ma quest’anno ci hanno trovato un po’ troppo gusto. E’ ora di ribellarsi a questi soprusi che fanno il bene di qualcuno ma paralizzano un’intera provincia.