«Dopo decenni di servizio nella Polizia Stradale, ho imparato a riconoscere i segnali di pericolo prima che diventino incidenti. E quello che sta accadendo in Corso XXV Aprile a Luino mi preoccupa profondamente. Non parlo da politico, ma da tecnico che ha passato una vita a tutelare l’incolumità dei cittadini sulle strade».
Inizia così un lungo comunicato stampa, inviato alla stampa da Egidio Carlomagno, Comandante Polizia Stradale in congedo, appartenente agli Stati Generali del Centrodestra per Luino. «Sia chiaro: condivido pienamente la scelta dell’amministrazione di creare zone pedonali in via Veneto e via XV Agosto. Luino merita spazi vivibili, dove commercianti e famiglie possano ritrovarsi senza il frastuono del traffico. È una visione moderna che apprezzo e sostengo».
Da luglio 2025, Corso XXV Aprile è diventata una strada a doppio senso di circolazione. A questo si aggiungono i parcheggi longitudinali presenti su entrambi i lati della strada. «Fate i conti con me: una corsia per ogni senso di marcia più due file di auto parcheggiate lateralmente. Il risultato? Una carreggiata talmente stretta che quando un automobilista apre la portiera per scendere dal veicolo, lo fa letteralmente a pochi centimetri dal traffico che scorre in entrambe le direzioni», va avanti l’ex comandante.
«Il rischio di essere travolti è concreto, non teorico – continua Carlomagno -. Un attimo di disattenzione, una portiera aperta senza guardare, un passeggero che scende dal lato strada invece che dal marciapiede: scenari che ho visto trasformarsi in tragedie troppe volte nella mia carriera. Ma c’è di peggio. Ho rilevato che alcuni parcheggi sono posizionati immediatamente a ridosso degli attraversamenti pedonali. Qui entra in gioco un principio fondamentale della sicurezza stradale: la reciproca visibilità tra automobilisti e pedoni».
«Quando un veicolo è parcheggiato vicino alle strisce, crea una “zona cieca” – denuncia ancora il comandante in congedo -. Il conducente in transito non vede il pedone che sta per attraversare. Il pedone non vede l’auto in arrivo. In una strada a doppio senso come Corso XXV Aprile, dove il pedone deve controllare il traffico da entrambe le direzioni, questo difetto progettuale diventa letale».
Nel comunicato viene richiamato anche il quadro normativo. È vero, viene sottolineato, che il Codice della Strada non prevede una distanza minima dai passaggi pedonali per i parcheggi, ma lungo tutto il tratto di strada in avvicinamento a un attraversamento deve essere garantito l’avvistamento reciproco tra pedone e conducente del veicolo. Viene citato l’Art.145 del Regolamento di attuazione, comma 4, che disciplina l’utilizzo delle strisce gialle a zig zag in prossimità degli attraversamenti, sulle quali è vietata la sosta, e viene evidenziato come «i parcheggi realizzati lungo la carreggiata del Corso XXV Aprile non sono regolamentari» perché non rientrano nei precetti dell’Art.3 del Codice della Strada e risultano in violazione dell’Art.7, comma 6, che stabilisce come le aree di parcheggio debbano essere ubicate fuori dalla carreggiata e non ostacolare lo scorrimento del traffico.
Nel documento vengono indicati anche interventi ritenuti concreti e immediatamente realizzabili. «Eliminare una fila di parcheggi longitudinali. Corso XXV Aprile dovrebbe avere parcheggi su un solo lato. Questo permetterebbe di allargare le corsie di marcia» si legge, con un’ampia analisi tecnica sulle larghezze minime delle carreggiate e delle corsie di marcia in ambito urbano, in relazione alla presenza di parcheggi, mezzi pesanti, autobus e utenti deboli come pedoni e ciclisti, richiamando le norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade e il decreto ministeriale del 5 novembre 2001.
Viene inoltre suggerita «la rimozione di tutti i posteggi posizionati a ridosso degli attraversamenti pedonali», indicando la necessità di una fascia di rispetto di almeno cinque metri prima di ogni attraversamento per garantire visibilità e sicurezza. «Può sembrare una perdita di posti auto, ma è un investimento sulla vita e sulla sicurezza delle persone».
Tra le ipotesi avanzate anche la valutazione dell’installazione di dissuasori di segnaletica verticale luminosa in prossimità degli attraversamenti pedonali, «al fine di aumentare la percezione del pericolo da parte dei conducenti». Una scelta che, viene riconosciuto, comporterebbe l’eliminazione di alcuni posti auto e possibili critiche, ma che nasce dall’esperienza diretta: «Nel corso della mia carriera ho visto cosa accade quando si privilegia la comodità rispetto alla sicurezza. Ho redatto troppi verbali di incidenti che si sarebbero potuti evitare», afferma ancora l’ex comandante.
«Non si tratta di essere contrari alla riqualificazione urbana o alla pedonalizzazione. Al contrario, sono scelte che sostengo. Ma non possiamo creare zone sicure in un posto generando pericolo in un altro. La sicurezza dei cittadini – automobilisti, pedoni, ciclisti – deve essere la priorità di ogni pianificazione urbanistica. E quando un ex Comandante della Polizia Stradale solleva un allarme, non lo fa per polemica sterile. Lo fa perché ha passato una vita a vedere le conseguenze degli errori evitabili. E questa volta voglio che si intervenga prima, non dopo», conclude Carlomagno.
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