C’è perplessità nel gruppo luinese del Meetup M5S in relazione alla proposta comunale di introdurre, in forma sperimentale, i microchip come strumenti di controllo per la raccolta rifiuti. “Siamo sicuri che non risultino controproducenti? Sì rischia di incrementare l’abbandono dei rifiuti lungo strade, prati e boschi – dice una nota del gruppo ‘Luino 5 Stelle’ -, in quanto chi non possiede un microchip faticherà a tenere con sé l’ingombro della pattumiera”.
L’interrogativo sorge in un periodo di grande coinvolgimento, per tutta la politica luinese, attorno alle tematiche ambientali, fonti di preoccupazione e dibattito dopo la questione degli sversamenti nel lago. “E’ auspicabile intervenire a favore della sensibilizzazione, accompagnando i cittadini ad assumere un comportamento virtuoso nella raccolta differenziata – si legge ancora nella missiva -. Ma come farlo?”.
A questo punto è il gruppo stesso a fornire una risposta, individuando una soluzione di carattere culturale per il secondo quesito designato: “Proponiamo l’introduzione in tutte le scuole di Luino, magari in coordinamento con i comuni limitrofi, di contenitori adatti alla raccolta differenziata, che siano decorosi, funzionali e soprattutto uguali per colore, forma e dimensione. Vanno introdotti in ogni istituto, dall’infanzia alle scuole di secondo grado, in modo da abituare i cittadini fin da piccoli a comportarsi in modo attento e corretto. In una fase successiva – conclude il gruppo -, simili contenitori verrebbero messi negli altri spazi pubblici, proseguendo così l’educazione attiva all’esterno dell’ambiente scolastico”.
La proposta dei pentastellati luinesi giunge a pochi giorni di distanza dalla presentazione dei nuovi obiettivi contenuti nel piano “Green School” dell’istituto “Carlo Volontè“, a testimonianza di come il rispetto per l’ambiente e per la natura costituisca già una priorità condivisa nei diversi strati delle istituzioni cittadine.
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