Continua a far discutere la richiesta, da parte della Svizzera, del pagamento delle spese sanitarie per le cure dei feriti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana.
Oltre all’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, a intervenire sul punto è anche il deputato luinese e componente del gruppo interparlamentare di amicizia Italia – Svizzera Andrea Pellicini, affermando che il ministro Antonio Tajani «ha fatto bene a ribadire che le fatture delle spese di cura verranno rispedite al mittente».
«Come ha dichiarato Michel Pidoux, il papà di Trystan, diciassettenne perito nel rogo, “La Svizzera non ha ancora capito che quanto accaduto a Crans Montana non è un fatto locale, ma un dramma europeo. Quel conto presentato dal nostro Stato è solo fredda burocrazia senza dignità”», commenta Pellicini, aggiungendo che «in questa triste vicenda, la Svizzera, legata all’Italia da fortissime tradizioni di amicizia e solidarietà, rischia di perdere l’anima».
«Il mio appello – conclude l’onorevole luinese – va ad un bravo politico come Ignazio Cassis, Vice Presidente Federale e originario della mia Luino, affinché la Svizzera si comporti come l’Italia, che ha dichiarato di non voler chiedere il rimborso delle spese di cura dei ragazzi svizzeri che sono stati ricoverati, a seguito dell’incendio, nei nostri ospedali. Esistono infatti gesti tra Nazioni amiche che vanno oltre la fredda burocrazia».
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