Sono passati dieci mesi dalla sensazionale scoperta sulla facciata della Chiesa di San Giovanni a Germignaga, grazie ad un gruppo di appassionati di storia, guidati da Renzo Fazio e da Giovanni Corbellini, insieme al restauratore Claudio Veschetti (intervistati a fine giugno), Lorenza Nesti e sotto la supervisione dell’architetto Paola Bassani.
La scoperta di questo dipinto, probabilmente del ’500, in una nicchia a sinistra del portone, ha comportato l’avvio di un iter complesso con l’obiettivo di riuscire ad arrivare al restauro dell’intera cappella e dell’affresco. Questo tanto atteso momento è arrivato con l’approvazione del progetto definitivo che comprenderà anche tutta la facciata della Chiesa.
«Dopo esserci confrontati e aver redatto insieme il progetto, abbiamo ricevuto l’autorizzazione dalla Curia e dalla Soprintendenza – commenta lo storico Renzo Fazio -. L’intervento di restauro prevede il rifacimento completo di tutte le parti intonacate con la pulizia totale delle parti lapidee. Inoltre, sarà restaurato anche l’antico portone in legno, che sarà riportato ai colori originali dopo aver effettuato sondaggi sul materiale».
«L’affresco – spiega anche Giovanni Corbellini -, che sarà riportato al suo splendore, verrà successivamente protetto con una vetrata ed una finestra, per evitare danneggiamenti da atti vandalici e a causa del maltempo. L’iter è stato molto laborioso, ma siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo. Un ringraziamento va ai nostri soci, ormai arrivati ad un’ottantina di persone, e ad un’azienda del territorio che ci ha fatto una cospicua donazione, riuscendo così a raggiungere 40mila euro utili per l’intero intervento».
Oltre a questo, diversi artisti luinese, come Cossi e Pavan, hanno donato le loro opere all’associazione “Ra Fiùmm”, affinché venissero vendute e fossero utili per raccogliere altri fondi da destinare al progetto di questa realtà storica in onore di Carlo Alessandro Pisoni.
«Ora stiamo predisponendo il noleggio di un georadar per scovare accessi chiusi e camere sotterranee presenti sotto la Chiesa, che nell’Ottocento era un castello – conclude Renzo Fazio -. Sono state documentate tre tombe e, da alcune fotografie, pare che sulla facciata vi era una sorta di finestrella a livello del pavimento».
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