L’Area ex Ratti torna al centro del dibattito politico e amministrativo di Luino. Il consigliere comunale e capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni”, l’avvocato Furio Artoni, ha depositato nella giornata di ieri un’interrogazione consiliare con richiesta di risposta scritta e pubblica sul futuro dell’ex stabilimento industriale Michele Ratti SpA, classificato come Ambito di Rigenerazione Urbana ARU7.
Si tratta di un comparto di circa 38.000 metri quadrati affacciati sul lungolago, un tempo sede di una storica industria tessile fondata nel 1869 e oggi ridotto a un complesso dismesso e in stato di degrado. Un’area ritenuta strategica per lo sviluppo urbano e turistico della città, inserita nel Piano di Governo del Territorio e destinata a un Programma Integrato di Intervento.
Nell’interrogazione viene richiamato il progetto di rigenerazione denominato “Lago Maggiore 2030”, presentato dalla società proprietaria Grand Luino srl e illustrato pubblicamente in convegni e incontri nel corso del 2024. Un progetto che, secondo quanto emerso, prevedrebbe strutture alberghiere, oltre 370 unità abitative, case vacanze e un polo dedicato al benessere e alla salute.
Uno dei nodi centrali riguarda lo stato dell’iter amministrativo e urbanistico. L’interrogazione chiede chiarimenti puntuali sulle fasi già concluse e su quelle ancora da completare per l’approvazione del Programma Integrato di Intervento, sulle tempistiche previste e sull’eventuale stipula della convenzione urbanistica tra Comune e soggetto attuatore.
Particolare attenzione è dedicata alla demolizione degli edifici industriali dismessi, già giudicati privi di valore storico o paesaggistico dalla Commissione per il Paesaggio nel settembre 2023, ma per i quali non risulta ancora rilasciata l’autorizzazione comunale. L’Amministrazione, come dichiarato nei mesi scorsi, avrebbe subordinato il via libera alla presentazione del progetto completo di riqualificazione e agli approfondimenti richiesti dalla Soprintendenza.
Il tema della sicurezza pubblica è un altro punto chiave. Gli edifici dell’Area Ratti presentano condizioni di grave degrado, con rischi di crollo su viale Dante e via Lido. L’interrogazione richiama gli interventi dei vigili del fuoco e l’installazione di protezioni temporanee per la caduta di calcinacci, chiedendo conto di ordinanze, spese sostenute e eventuali azioni di rivalsa nei confronti della proprietà.
Un intero capitolo è dedicato alla bonifica ambientale. Dopo oltre 150 anni di attività industriale, l’area potrebbe presentare contaminazioni del suolo e del sottosuolo legate a solventi, coloranti, oli minerali, metalli pesanti e materiali contenenti amianto. L’interrogazione chiede se siano state effettuate indagini di caratterizzazione, se siano emersi superamenti dei limiti di legge e quale sia lo stato di eventuali piani di bonifica.
Vengono inoltre sollevate questioni sugli accordi finanziari legati al progetto. In particolare, si chiede se il Comune sia stato formalmente informato dell’attivazione di un contratto di sviluppo con Invitalia, strumento che può prevedere contributi pubblici e finanziamenti agevolati per investimenti di rilevanti dimensioni nel settore turistico.
L’interrogazione entra anche nel merito dei costi e degli oneri a carico dell’Ente, chiedendo se siano in corso contenziosi amministrativi o civili, quali spese legali siano già state sostenute o previste e se il Comune abbia affrontato costi straordinari per consulenze, perizie o interventi urgenti di messa in sicurezza.
Non manca il richiamo al tema della trasparenza e della partecipazione. Tra le richieste avanzate vi è quella di rendere pubblici tutti gli atti amministrativi, le convenzioni e la documentazione tecnica, oltre alla possibilità di organizzare incontri pubblici o un’audizione in Consiglio Comunale con tutti gli enti coinvolti, tra cui Grand Luino srl.
L’atto si conclude con la richiesta che la risposta dell’Amministrazione sia scritta, documentata e pubblicata integralmente, affinché il Consiglio Comunale e la cittadinanza possano conoscere nel dettaglio lo stato di una delle operazioni urbanistiche più rilevanti per il futuro di Luino.
Un’interrogazione che, per contenuti e ampiezza, riporta l’Area Ratti al centro dell’agenda politica cittadina, ponendo l’attenzione su sicurezza, ambiente, risorse pubbliche e prospettive di sviluppo di un comparto simbolo della storia industriale locale.
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