Sul record del biologico pesa la minaccia di un eccesso di burocrazia che rischia di frenare anche le imprese agricole del territorio varesino: lo rimarca la Coldiretti provinciale.
Secondo un’indagine del Crea, infatti, l’eccessiva burocrazia è la causa dell’abbandono della produzione biologica in otto casi su dieci.
Le aziende agricole bio sono infatti costrette a un surplus di adempimenti che può arrivare fino al 30% in più rispetto all’agricoltura tradizionale, già gravata da numerosi obblighi amministrativi. Un aggravio «che pesa soprattutto sulle imprese di piccole e medie dimensioni – sottolinea Coldiretti – e che rischia di scoraggiare anche gli agricoltori anche nel Varesotto, dove il tessuto agricolo è composto in larga parte da aziende familiari e multifunzionali».
«Ridurre la burocrazia significa difendere i risultati raggiunti dal biologico italiano, che con 84mila aziende attive mantiene la leadership europea, con numeri più che doppi rispetto alla Germania e un terzo in più della Francia», sottolinea il presidente Pietro Luca Colombo. In Italia quasi un campo su cinque (19%) è coltivato con metodo biologico e in alcune regioni la quota supera il 25%, centrando con quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati dall’Unione Europea nella strategia Farm to Fork. Il nostro Paese è inoltre il primo produttore europeo di cereali, ortaggi, frutta e olio biologici.
Una prospettiva di sviluppo può arrivare anche dal nuovo marchio del biologico italiano, recentemente approvato in Conferenza Stato-Regioni. Uno strumento pensato per aiutare i consumatori a riconoscere e scegliere con maggiore consapevolezza i prodotti della filiera agricola nazionale, in un contesto in cui nel 2024 le importazioni di prodotti bio dall’estero sono cresciute del 7,1%.
«Consolidare le filiere agricole del biologico italiano, attraverso i contratti di filiera e una presenza sempre più diffusa dei prodotti bio nei mercati di Campagna Amica, è uno degli strumenti su cui stiamo lavorando per valorizzare il lavoro degli agricoltori e rafforzare il consumo interno di queste produzioni», aggiunge Colombo. Anche nel territorio varesino, conclude Coldiretti, la crescita del biologico rappresenta una leva importante per sostenere l’agricoltura locale, tutelare l’ambiente e rispondere alla crescente domanda di qualità e tracciabilità da parte dei cittadini.
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