Il sindaco di Luino, Enrico Bianchi, ritiene doveroso intervenire per ristabilire chiarezza e rispetto delle intese istituzionali, a seguito degli interventi del senatore Alessandro Alfieri e del consigliere regionale Samuele Astuti, e alle parole del consigliere di minoranza Furio Artoni, relative alla mozione proposta nel prossimo Consiglio Comunale di Luino. Artoni chiede di respingere un possibile “taglio” del ristorno frontalieri, che toglierebbe dai 128 milioni di euro versati dalla Confederazione Svizzera ai territori italiani di confine 39 milioni di euro.
«Il ristorno non è un favore, né una concessione discrezionale dello Stato – esordisce il primo cittadino luinese -: è un diritto dei territori di confine, sancito dagli accordi più recenti e riconosciuto come strumento essenziale per compensare gli impatti economici, sociali e infrastrutturali legati al lavoro frontaliero. Ogni prelievo aggiuntivo o tentativo di ridurre queste risorse rappresenta una scelta politicamente miope e istituzionalmente contraria allo spirito degli accordi bilaterali».
«Siamo fermamente contrari a qualunque intervento che sottragga risorse ai Comuni di frontiera – prosegue ancora il sindaco di Luino -. Questi territori garantiscono servizi, mobilità, sicurezza e funzioni essenziali a beneficio dell’intera collettività, sostenendo quotidianamente gli oneri derivanti dal pendolarismo transfrontaliero. Il ristorno deve quindi tornare integralmente ai territori di appartenenza dei lavoratori, come previsto dagli impegni sottoscritti tra gli Stati».
In questo quadro, Enrico Bianchi riconosce il lavoro svolto in questi mesi da parlamentari come l’onorevole Alessandro Alfieri, l’onorevole Maria Chiara Gadda e l’onorevole Enrico Borghi, che si sono «espressi a tutela dei diritti dei frontalieri e dei Comuni di confine, contribuendo a tenere alta l’attenzione su un tema che riguarda migliaia di famiglie e l’equilibrio economico di un’intera area strategica».
«Per questo rivolgiamo un appello all’Onorevole Andrea Pellicini e al Ministro Giancarlo Giorgetti affinché non diano seguito a un prelievo che penalizzerebbe ingiustamente i territori di confine. Chiediamo che si facciano garanti del rispetto degli accordi e che tutelino in modo chiaro e inequivocabile le comunità locali, promuovendo un quadro stabile e coerente con gli interessi dei frontalieri e delle amministrazioni comunali».
«Confondere le norme o presentare i ristorni come margini da sacrificare per esigenze di bilancio nazionale genera solo tensioni inutili e distoglie dal vero obiettivo: rafforzare la collaborazione transfrontaliera e garantire sviluppo e coesione sociale nelle aree di confine. Chiediamo dunque che il dibattito sia ricondotto alla sua cornice istituzionale corretta e al pieno rispetto degli impegni presi, a tutela di territori che rappresentano un pilastro economico e sociale dell’intero Paese», conclude Bianchi.
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