Le Fornaci di Caldè tornano al centro dell’attenzione grazie a un progetto universitario che unisce ricerca, memoria e partecipazione civica. Un gruppo di cinque studenti del terzo anno del corso di laurea in Scienze Umane del Paesaggio, dell’Ambiente e del Territorio dell’Università Statale di Milano, ha scelto di dedicare il proprio lavoro d’esame di Geografia ambientale con la professoressa Alice Giulia Dal Borgo, dal tema dei paesaggi abbandonati, concentrandosi proprio sull’ex complesso industriale affacciato sul lago Maggiore.
Il progetto, che prevede una ricerca storica, un reportage fotografico, interviste agli architetti che hanno elaborato i vari piani di recupero e un incontro con Maurizio Spozio, sindaco di Castelveccana, mira a costruire un quadro aggiornato dell’area e delle prospettive future. Cuore dell’iniziativa è anche un sondaggio online anonimo, rivolto ai cittadini e agli appassionati del territorio, per raccogliere opinioni, desideri e proposte. L’indagine, basata su una contingent valuation, considera i cittadini come stakeholder, ovvero parte attiva nel processo di valorizzazione.
«Attraverso le risposte vogliamo capire quanto la popolazione sia interessata a quest’area e come immagina il suo futuro – spiega uno studente – È un modo per dare voce a chi il paesaggio lo vive ogni giorno». I risultati del sondaggio, insieme al materiale raccolto, costituiranno un elemento chiave del lavoro accademico, offrendo uno sguardo reale e partecipato sul rapporto tra memoria industriale e identità locale.
Il questionario, aperto a tutti e compilabile in pochi minuti, è accessibile cliccando su questo link, chiunque desideri contribuire con la propria opinione può partecipare, sostenendo così una ricerca che mette al centro l’ascolto del territorio e la sua possibile rinascita culturale, educativa e turistica.
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