Coldiretti Varese accoglie con soddisfazione l’approvazione definitiva in Senato del disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane: un provvedimento che riporta la montagna al centro dell’agenda del Paese con interventi su sanità, scuola, connettività, mobilità e attività agro-silvo-pastorali.
«È un segnale atteso dai nostri allevatori e agricoltori delle valli varesine, dalle Prealpi alla Valcuvia fino alla Valganna e alla Valceresio: la legge riconosce finalmente il valore strategico delle attività che mantengono vivi i pascoli, i boschi e i piccoli borghi, che presidiano il territorio e prevengono dissesti e abbandono. Ora servono decreti attuativi rapidi e mirati alle peculiarità delle nostre Terre Alte», dichiara Pietro Luca Colombo, presidente di Coldiretti Varese.
L’approvazione della legge apre nuove prospettive anche sul fronte energetico, con la gestione sostenibile dei boschi e la produzione di energia rinnovabile da legno e biomasse che possono ridurre la dipendenza dall’estero: «I nostri boschi – osserva Colombo – possono diventare motore di un’economia locale fondata sulla transizione ecologica e sull’economia circolare, con la valorizzazione delle filiere che legano bosco, legno ed energia».
Per rendere concreti gli obiettivi del provvedimento, il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit) stanzia 200 milioni di euro l’anno nel triennio 2025-2027. Si tratta di «risorse che, se ben utilizzate, – chiosa la Coldiretti prealpina – potranno rafforzare la qualità della vita nelle aree montane del Varesotto, contrastando lo spopolamento e sostenendo chi continua a investire in agricoltura in zone difficili ma strategiche».
Il provvedimento risponde anche alla necessità di più innovazione e infrastrutture, riconoscendo il ruolo degli imprenditori agricoli locali nel presidio del patrimonio forestale e idrico, nella prevenzione di incendi e frane e nel sostegno al turismo sostenibile.
Per Coldiretti Varese sarà ora decisivo che i decreti attuativi sostengano concretamente l’agricoltura e l’allevamento di montagna: dal rafforzamento delle indennità compensative alla tutela di prati e alpeggi, dal rilancio delle filiere lattiero-casearie e delle carni locali alla promozione del ricambio generazionale, senza dimenticare i servizi essenziali e la connettività digitale.
«Con questa legge – conclude Colombo – si riconosce il ruolo insostituibile degli agricoltori come custodi delle nostre montagne varesine. Chiediamo che le risorse arrivino presto ai territori, premiando chi lavora ogni giorno in condizioni difficili per produrre cibo di qualità, salvaguardare la biodiversità e offrire servizi a cittadini e turisti».
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