Il Consiglio federale svizzero raccomanda al Parlamento di respingere l’iniziativa popolare dedicata al tema dell’alimentazione, depositata ad agosto dello scorso anno.
Il progetto è basato su «un’alimentazione sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita», si legge nel testo, con autoapprovvigionamento (potenziamento dall’attuale 46 per cento al 70 per centro), limitazione del consumo di carne, tutela della biodiversità e limitazione del consumo del suolo, senza più superare i «valori massimi definiti negli obiettivi ambientali per i concimi e le eccedenze di sostanze nutritive». Tutti risultati da ottenere entro 10 anni dall’adozione dell’iniziativa.
Per Berna si tratta di obiettivi «non realistici» in rapporto ai termini richiesti. «Ciò vale in particolare per le richieste riguardanti l’autoapprovvigionamento. «A tal fine – sottolinea il Consiglio federale in una nota – occorrerebbe ridurre notevolmente la produzione e il consumo di carne e aumentare considerevolmente la produzione vegetale per l’alimentazione umana. Questo sarebbe possibile soltanto se lo Stato intervenisse con misure molto incisive nella produzione e nel consumo di derrate alimentari. Inoltre, visto il breve termine di attuazione previsto, sarebbe impossibile ammortizzare interamente le infrastrutture esistenti direttamente nell’agricoltura o nei settori a monte e a valle».
Restano però degli spiragli per intervenire negli ambiti indicati come prioritari attraverso l’iniziativa popolare. Per quanto riguarda l’evoluzione della politica agricola, a partire dal 2030 il Consiglio federale «proporrà misure tese a rafforzare il valore aggiunto nell’agricoltura e nella filiera alimentare – si legge ancora nella nota pubblicata dal Consiglio – nonché a ridurre l’onere amministrativo delle aziende agricole».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0