Gli striscioni goliardici sono stati affissi in diverse scuole della provincia durante la notte e rivendicati con una lunga nota da parte del Blocco Studentesco che, dopo il dibattito sulla Liberazione durante un incontro a Palazzo Verbania di alcuni giorni fa, usa le stesse parole della presidente Ester De Tomasi, capovolgendone il significato e rilanciando lo scontro in chiave satirica e polemica.
«Mai avremmo pensato di dirlo – inizia la nota del movimento – e invece per una volta siamo d’accordo con l’ANPI. Recentemente infatti, durante una conferenza presso l’Istituto Carlo Volontè di Luino, i rappresentanti locali dell’ANPI hanno, di fatto, definito la resistenza una ‘cagata pazzesca’, per usare una citazione fantozziana»
«Per spiegare ai ragazzi la ‘Liberazione’ – continua la nota del movimento – essi hanno usato il seguente paragone: “immaginate di andare al McDonald e di mangiare dei Chicken McNuggets. Lo fate per tanti giorni di fila e non riuscite mai ad andare in bagno, fino a quando, il quinto giorno, ce la fate. Ecco questa è la Liberazione”. In pratica, una cagata pazzesca. E noi, di fronte a questa inaspettata dichiarazione di anti-antifascismo, non potevamo che manifestare la nostra approvazione. E lo abbiamo fatto nel modo a cui siamo abituati, ovvero con l’azione: spregiudicata, goliardica e strafottente. Diciamo che questi striscioni sono i nostri ‘92 minuti di applausi’, per citare ancora il caro ragionier Fantozzi».
«Dopo questa uscita mirabolante – prosegue la nota del movimento – il presidente dell’ANPI Ester De Tomasi si è lanciata nel pozzo senza fondo della figura di sterco, per continuare col più che condivisibile paragone con la materia organica informe, minacciando di ‘sberle’ (occhio che poi le si blocca la schiena eh) uno studente che ha fondamentalmente detto un’ovvietà sulle diverse anime politiche delle bande partigiane. Viene da chiedersi perché dopo tale minaccia lo studente non abbia invitato il presidente dell’ANPI a dare un seguito alle sue minacce, visto il ‘coraggioso’ stile antifascista di sparare minacce senza metterle in pratica. Dopo la gag sulla liberazione intestinale, ne segue un’altra in cui l’antifascista di sinistra urla minacce all’antifascista di destra (sic, dal momento che ha anche rimproverato l’ANPI per il paragone usato poco prima). Insomma, uno spassosissimo teatrino tutto democratico di fronte al quale non possiamo che ridere di gusto e andare a prendere i popcorn».
«Questi – conclude la nota – restano comunque mondi a noi distanti. Noi, a differenza delle parti in causa, non percepiamo un euro di finanziamento pubblico (quindi se il governo attuale è amico di qualcuno, quel qualcuno sono l’ANPI e compagnia bella, di certo non noi) e quando entriamo nelle scuole lo facciamo per volontà degli studenti, attraverso rappresentanti eletti che ogni giorno contestano questo sistema, sia nelle sue espressioni governative che in quelle neo-partigiane. Una cosa però è certa: non vi libererete mai di noi, mettetevi l’anima in pace».
Se l’intento era quello di ridimensionare il tono dell’intervento ANPI, la risposta ha invece riacceso il dibattito, trasformando un’uscita infelice in un caso politico-linguistico, che non è passato inosservato, né sul piano locale né a livello istituzionale. Samuele Astuti, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta con fermezza l’episodio: «La provincia di Varese non è purtroppo nuova ad atti di questo genere, veramente sconcertanti. Questo vuol dire che bisogna impegnarsi sempre di più, a partire dalle scuole, per raccontare a ragazze e ragazzi che cos’è successo nella prima metà del Novecento e qual è il senso della Resistenza. E ricordare anche a loro che se oggi viviamo in un mondo libero è grazie a quelle donne e a quegli uomini che hanno sacrificato la loro vita».
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