Nel silenzio raccolto della Sala Giovanni Reale di Palazzo Verbania ieri, venerdì 23 gennaio, Luino ha vissuto un momento di profonda riflessione in occasione della Giornata della Memoria, dedicata al ricordo delle vittime della Shoah e di tutte le persecuzioni del regime nazista.
In apertura alcuni ragazzi dell’Anffas di Luino hanno donato ai presenti delle farfalle da loro realizzate nel laboratorio di falegnameria, unitamente alla poesia di Pavel Friedman “La farfalla”.
L’incontro, dal titolo “I lager nazisti”, è stato promosso dal Comune di Luino, in persona dell’assessore ai Servizi Educativi, l’avvocatessa Antonella Sonnessa, e dall’ANPI – sezione di Luino, presieduta dal professor Emilio Rossi, ed è stato rivolto agli studenti delle scuole superiori del territorio, chiamati non solo ad ascoltare, ma a farsi parte attiva del ricordo.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Luino, il dottor Enrico Bianchi, il professor Giancarlo Restelli ha guidato i presenti in un percorso intenso e rigoroso attraverso la storia dei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Le parole del relatore, accompagnate dalla proiezione di fotografie d’epoca, hanno restituito tutta la brutalità e la disumanizzazione di un sistema fondato sull’odio, sulla violenza e sulla negazione della dignità umana.
Momento particolarmente toccante è stata la lettura dell’opera “Triangolo nero”, pluripremiata in tutta Italia, gentilmente concessa dall’autore luinese Cristiano Parafioriti, presente in sala, interpretata da alcune studentesse dell’I.S.I.S. “Carlo Volontè – Città di Luino”. Le loro voci hanno dato corpo e anima a una memoria che non appartiene solo al passato, ma interroga il presente e il futuro. Il racconto è una lunga lettera d’amore che una detenuta del campo di concentramento di Buchewald scrive alla sua compagna uccisa dalla “selezione” nazista qualche giorno prima. Nei campi di sterminio l’omosessualità femminile perdeva anche la dignità di essere riconosciuta tale: gli uomini omosessuali venivano identificati dal triangolo rosa, le donne lesbiche dal triangolo nero che contrassegnava gli asociali, i depravati, i malati mentali.
A rendere ancora più intenso l’incontro è stato il contributo di alcuni studenti del Liceo scientifico “V. Sereni”, che hanno accompagnato la riflessione con brani musicali e canti dedicati al tema della guerra insieme al loro docente Roberto Sala, trasformando la musica in strumento di testimonianza e di partecipazione emotiva. Un linguaggio diverso, capace di parlare direttamente alle coscienze e di unire generazioni diverse nel segno del ricordo.
L’iniziativa ha voluto ribadire il valore della memoria come fondamento della democrazia e della convivenza civile. In un tempo in cui l’indifferenza e la banalizzazione del male rischiano di riaffacciarsi, il coinvolgimento delle scuole rappresenta un segnale forte: la memoria non è un rito, ma un impegno quotidiano. In conclusione, il professor Giancarlo Restelli, dopo aver evidenziato come proprio la scuola sia baluardo e strumento di inclusione, ha suggerito agli studenti alcuni “antidoti” contro la ferocia umana: no al nazionalismo, no ai muri, no al razzismo, no alla guerra.
Luino ha così scelto di affidare alle nuove generazioni il compito più difficile e più necessario: ricordare, comprendere e vigilare, perché ciò che è stato non possa mai più ripetersi.
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