Scintille ieri mattina a Palazzo Verbania tra Samuel Balatri, studente dell’ultimo anno dell’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing, consigliere comunale di Rancio Valcuvia e iscritto a Nuova Gioventù – movimento giovanile di Fratelli d’Italia – e alcuni rappresentanti dell’ANPI: la presidente varesina Ester De Tomasi e il presidente del comitato luinese, il professor Emilio Rossi.
L’episodio si è verificato a margine di un evento organizzato dall’ANPI di Luino per gli studenti, in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, durante il quale è intervenuto il professor Antonio Maria Orecchia, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi dell’Insubria, parlando de «La prima Repubblica e gli Anni Settanta: dal “miracolo” alla “Strategia della Tensione».
Alla fine dell’incontro, quando gli studenti dell’Istituto “C. Volonté” di Luino si stavano preparando a tornare a scuola, ha preso la parola Balatri, presentandosi come consigliere comunale di Rancio Valcuvia e iscritto a Nuova Gioventù. Esprimendo la propria opinione, si è scontrato vivacemente sia con il professor Rossi sia con la presidente De Tomasi.
A raccontare l’episodio, ieri sera, con un breve intervento, è stato Andrea Pellicini, deputato della Repubblica per Fratelli d’Italia. «Quanto accaduto a Luino, a Palazzo Verbania, allorquando nel corso di un convegno sulla Resistenza la presidente dell’ANPI Varese ha apostrofato un giovane studente di Gioventù Nazionale dicendogli “ti prenderei a sberle”, non può che comportare una dura presa di posizione da parte di tutti coloro che si occupano, a tutti i livelli, dell’educazione dei nostri ragazzi».
«Il fatto è di gravità assoluta e mi auguro che la presidente dell’ANPI ne tragga le conclusioni, dimettendosi da un incarico che ha dimostrato di non essere in grado di ricoprire. Tra l’altro, lo studente aveva avuto il solo ardire di affermare che vi sono state più Resistenze, tra cui quella comunista, che mirava a sostituire una dittatura con un’altra», ha aggiunto Pellicini.
«Presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione su questo fatto increscioso. Quando da sindaco di Luino, con la mia giunta, ho curato la ristrutturazione di Palazzo Verbania, l’ho fatto per perseguire un progetto volto alla divulgazione della cultura a favore delle giovani generazioni, non certo per ospitare manifestazioni di rabbia e odio come quelle messe in atto oggi», ha concluso il deputato di FdI.
A replicare, spiegando la sua versione dei fatti, è proprio Ester De Tomasi, presidente dell’ANPI Varese: «A margine dell’incontro, ormai terminato, questo ragazzo ha preso la parola e si è presentato come consigliere comunale e rappresentante di Nuova Gioventù. Non sembrava uno studente, ma qualcuno con un’ideologia politica ben definita. Ha parlato con arroganza e presunzione, farneticando fantomatiche ricostruzioni storiche, come ad esempio che i partigiani volessero imporre una dittatura comunista dopo la Seconda Guerra Mondiale. Mai cosa fu più falsa. Oppure affermando che la Polizia a Pisa ha fatto bene ad attaccare gli studenti».
«Questo ragazzo rappresenta appieno quella parte della popolazione che vuole minare la democrazia – continua De Tomasi –. Dopo questo acceso diverbio, nel quale, usando il condizionale e in modo chiaramente metaforico, gli ho detto “ti prenderei a sberle”, diversi suoi compagni sono venuti da me dicendomi che, nonostante abbia una faccia da angelo, è un provocatore da tempo. Mi sento invece onorata dalle parole del deputato Pellicini, che confermano il mio impegno per tutelare la memoria storica e la democrazia».
Infine, anche il presidente dell’ANPI Luino, il professor Emilio Rossi, ha espresso la sua posizione: «Dopo le parole del professor Orecchia, ho ribadito che ci sono segnali, in questo preciso momento storico, che non devono essere sottovalutati. Segnali di limitazione della libertà, come le manifestazioni studentesche represse con i manganelli dalle forze dell’ordine. Quel ragazzo è venuto lì per fare un comizio, sapeva già dove voleva arrivare».
«Abbiamo avuto un confronto acceso sull’articolo 17 della Costituzione – conclude Rossi – che garantisce il diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senza armi, con alcune specificazioni per le riunioni in luogo pubblico. Secondo lui, invece, questi episodi dovrebbero essere sempre autorizzati. Ha inoltre proposto ricostruzioni storiche viziate da una visione distorta e non veritiera. Diversi testimoni erano presenti – docenti e studenti – che possono raccontare come sono andati realmente i fatti».
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