Luino | 10 Aprile 2025

«Dopo il convegno dell’ANPI a Luino, sono queste le nuove modalità di espressione?»

A pochi giorni di distanza dall'incontro di Palazzo Verbania, che ha innescato il caso tra il giovane Samuel Balatri e la presidente ANPI Ester De Tomasi, interviene il consigliere Furio Artoni

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«Sberle, tirate di ciocche di capelli e lancio di libri. Sono queste nuove modalità di espressione?». Inizia così l’intervento di Furio Artoni, consigliere di minoranza e capogruppo di “Azione Civica per Luino e frazioni”, in merito a quanto avvenuto lunedì mattina a Palazzo Verbania, al termine del convegno per gli studenti luinesi tenuto dal professor Orecchia dal titolo «La prima Repubblica e gli Anni Settanta: dal “miracolo” alla “Strategia della Tensione».

A prendere la parola era stato Samuel Balatri, consigliere comunale di Rancio Valcuvia, appartenente a Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, e studente dell’I.S.I.S. “C. Volontè di Luino, che ha avuto un acceso confronto con il presidente dell’ANPI Luino, il professor Emilio Rossi, e la presidente dell’ANPI Varese, Ester De Tomasi, rea di aver detto al ragazzo, dopo il suo intervento reputato volutamente provocatorio, «Ti prenderei a sberle».

A seguito di quanto avvenuto se da una parte è stato il deputato di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Luino, Andrea Pellicini, a criticare fortemente De Tomasi e a presentare un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dall’altra è intervenuto il gruppo del Movimento 5 Stelle di Varese, esprimendo solidarietà all’ANPI e alla sua presidente.

«Non c’era bisogno di dimostrare un degrado della politica, che giustifica anche una disaffezione del cittadino al voto – prosegue Artoni -. Ma dopo 80 anni ci troviamo ancora a discutere di temi che hanno sancito un immobilismo della politica e di parecchi partiti di destra e sinistra su posizioni nostalgiche. Il ragazzo, a Palazzo Verbania qualche giorno fa, ha detto una cosa ineccepibile, e non c’è bisogno di scomodare De Felice, Pansa, Gentile (Emilio) o chi altro: è un dato di fatto. Efferatezze ci sono state da entrambe le parti partigiani e nazisti».

«Non è l’ANPI la depositaria della verità assoluta, dogmatica, indiscutibile. Sono gli storici seri gli unici che possono raccontare la verità che non è solo quella dei vincitori – continua ancora il consigliere comunale -. Al di là di queste ovvie considerazioni, c’è un problema di fondo che va sviscerato: dove erano i paladini della libertà, della democrazia, del diritto al lavoro, del pluralismo e della libertà di opinione, solo pochi anni fa? Questi paladini non erano per caso gli stessi che inneggiavano alla morte, alla censura, allo sterminio di chi non voleva seguire una vulgata farmaceutica che si è poi rivelata una grossa bufala mediatica?».

«Oggi c’è da difendere la libertà di opinione, il sacrosanto diritto di dissentire dal pensiero di massa, il diritto al lavoro per tutti, la libertà di potersi esprimere e di dissentire dal pensiero che sta omologando le masse. E’ oggi che va difesa la libertà di opinione, senza pregiudizi. La cultura la si fa accettando il confronto e non a suon di sberle», va avanti ancora Artoni.

«Quale educazione si pensa di dare ai ragazzi che osano fare una domanda? Gli si tirano i capelli, gli si lancia un libro addosso (Prodi e Bertinotti docent) o li si prende a sberle? È il nuovo sistema educativo della sinistra? Poi se qualcuno vorrà prendermi a sberle perchè dissento dal pensiero unico, lo faccia. Di sicuro non porgerò l’altra guancia. Parlando con affetto», conclude il capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni”.

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