Nuove polemiche a seguito dello scontro verbale di lunedì mattina a Palazzo Verbania tra uno studente dell’Istituto Carlo Volontè e due esponenti di Anpi, la presidente provinciale Ester De Tomasi e il presidente del comitato luinese Emilio Rossi.
Da Fratelli d’Italia arriva l’interrogazione per rendere noto l’episodio al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Interrogazione che porta la firma del deputato Andrea Pellicini, che già si era espresso parlando di una vicenda estremamente grave e chiedendo le dimissioni di De Tomasi.
I fatti si sono verificati al termine di una iniziativa organizzata per gli studenti in occasione degli ottant’anni della Liberazione. Dopo l’intervento del professor Antonio Maria Orecchia, docente dell’Università dell’Insubria, il diciannovenne Samuel Balatri – iscritto all’ultimo anno di Amministrazione, Finanza e Marketing al Carlo Volontè di Luino, consigliere comunale a Rancio Valcuvia e vice presidente provinciale di Nuova Gioventù, movimento giovanile legato a Fratelli d’Italia – ha preso la parola per esprimere la sua opinione sulla Resistenza, affermando che ci fu una Resistenza comunista finalizzata a sostituire una dittatura con un’altra.
Considerazione che ha fatto scattare la reazione della presidente De Tomasi, che rivolgendosi al ragazzo ha pronunciato la seguente frase: «Ti prenderei a sberle». A margine dell’episodio De Tomasi ha precisato di aver utilizzato il condizionale e di aver parlato in modo «chiaramente metaforico», rispondendo al giovane che si era espresso «con arroganza e presunzione», e dicendo falsità in merito alle vicende storiche della Resistenza.
Pellicini, oltre a disapprovare con fermezza la reazione della presidente Anpi, chiede al ministro «quali iniziative vorrà assumere affinché non sia più impedito agli studenti delle nostre scuole di esprimere, nel rispetto delle idee altrui, il loro pensiero critico e affinché l’Anpi eviti, per il futuro, di mandare nelle scuole persone intolleranti e portatrici di inaccettabile violenza verbale».
Sempre da Fratelli d’Italia Romana Dell’Erba, consigliere regionale, sottolinea che «la memoria storica non può essere strumentalizzata a fini ideologici, né trasformata in strumento di aggressione verbale». Dell’Erba, inoltre, suggerisce a De Tomasi di chiedere pubblicamente scusa e fare un passo indietro.
Da Luino, invece, il professor Emilio Rossi riporta l’attenzione sullo scambio di opinioni da cui l’episodio ha avuto origine. un confronto tra lo stesso professore e Balatri a proposito dei giovani manganellati dalla polizia durante le manifestazioni pacifiche: «Lo studente, mistificando, sosteneva che le manifestazioni non erano state autorizzate e che gli studenti si erano scagliati contro gli agenti che erano stati costretti a difendersi manganellandoli – spiega il professore – Senza parlare delle sue fantasiose interpretazioni della storia, che non si costruisce con i criteri di una vicenda romanzesca ma sulla base di una ricerca seria e documentata. Secondo lui le sinistre volevano instaurare una dittatura sul modello di quella sovietica, ignorando che lo stesso Togliatti era entrato nel governo Badoglio a Salerno. Senza parlare della Costituzione scritta da tutti i partiti che facevano parte del CLN».
Per Rossi quello di Balatri è stato un intervento «fuori luogo, fuori tempo, inappropriato e di basso profilo». Ma c’è dell’altro: «Balatri non fa cenno al vivace confronto con il sottoscritto, perché mira più in alto, alla presidente provinciale Anpi. A Lui, come esponente di Gioventù Nazionale, interessa mettere fuori combattimento un pezzo da novanta nella lotta all’ideologia fascista. Chissà quali burattinai si nascondono dietro di lui».
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