(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) Oggi (ieri, 7 marzo, ndr) doppia vigilia: per la festa della donna e per la conclusione del carnevale ambrosiano, in ritardo di quattro giorni rispetto a quello che si festeggia nel resto d’Italia, ma anche in alcuni paesi vicini, appartenenti al così detto rito romano.
Secondo la leggenda, fu Sant’Ambrogio a richiederne il prolungamento di quattro giorni, essendo impegnato in un pellegrinaggio lontano da Milano. Molto probabilmente furono invece altre le ragioni, che però si perdono nella notte dei tempi. Il carnevale è infatti una festività molto datata e lo stesso nome ha origini incerte: “carnavale” o “carnasciale”, originariamente il giorno che precedeva la quaresima, “carn aval” a sua volta derivato dal latino “carne levanem” perché quel giorno si mangiava molta carne in vista del periodo di astinenza quaresimale. Conseguentemente “carnovaleggiare” significava festeggiare in allegria concedendosi generose abbuffate.
Ben più recente l’introduzione della festa della donna, originariamente iniziata negli Stati Uniti all’inizio del secolo scorso e poi estesa nell’arco di qualche decennio a festività internazionale, con il tradizionale simbolo della mimosa. Doppia immagine quindi vedi foto di copertina, ndr) per ricordare entrambe le cose, con un bel gruppo di mascherine germignaghesi, esclusivamente donne, di qualche annetto fa e un omaggio floreale idealmente offerto a tutte le gentili signore e signorine che abitualmente seguono Germignaga, ricordi dal passato.
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