È appena uscito il nuovo romanzo di Fabio Andina, scrittore svizzero di origini italiane, intitolato “Sedici mesi” e pubblicato con Rubbettino Editore, il quale ha curato anche i suoi precedenti romanzi, quali “La pozza del Felice” (2018) e “Uscirne fuori” (2020) , oltre alla raccolta di racconti “Sei tu, Ticino?” (2022).
L’opera è profondamente radicata nella storia personale dell’autore, e ripercorre la drammatica storia del nonno Giuseppe Vaglio, arrestato dalle SS il 5 marzo 1944 a Cremenaga e poi deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, con l’accusa di aver aiutato ebrei, partigiani feriti e disertori a fuggire attraverso il fiume Tresa.
Andina, dopo lunghe ricerche storiche, ha provato a descrivere i sedici mesi di prigionia del nonno. Questo lasso di tempo, mai raccontato direttamente, rappresentava un vuoto nella memoria familiare che l’autore ha sentito l’esigenza di colmare, partendo dall’unico indizio in suo possesso: l’Arbeitsbuch für Ausländer (libretto di lavoro per stranieri), rilasciato dalla Deutsches Reich.
«Il nonno lo aveva in tasca il giorno del suo ritorno a casa, avvenuto il 6 luglio 1945 – racconta Andina – Aveva 35 anni, aveva perso l’udito da un orecchio e fisicamente era molto deperito».
La storia della famiglia Vaglio, resa universale da Andina attraverso una scrittura essenziale e intensa, si inserisce nel contesto della Seconda Guerra Mondiale ed esplora, oltre ai trascorsi del nonno, anche il coraggio di chi rimase a casa ad aspettare, come la nonna Concetta, che si trovò a crescere due figli in un’Italia devastata dal conflitto. Si tratta, quindi, di un omaggio non solo alla memoria familiare, ma anche alla resistenza fisica e mentale di tutte le vittime della guerra: morti e sopravvissuti.
«Vivevamo a 2 km di distanza, io in Svizzera a Madonna del Piano e lui in Italia a Cremenaga – ricorda lo scrittore – Di fronte alla casa c’era un bar e lui mi dava sempre mille lire per comperarmi il gelato. L’ultima banconota che mi mise in mano pochi giorni prima della sua morte non l’ho mai spesa e la conservo tutt’oggi nel cassetto dei cimeli. Mi rimane solo il rammarico di non avere potuto fargli domande sulla Guerra. Chissà, magari con me si sarebbe aperto».
L’incontro con l’autore, a ingresso libero, si terrà oggi, domenica 27 ottobre, alle 17:30 a Cremenaga, luogo chiave dell’intera vicenda narrata al suo interno, e più precisamente nell’aula magna della ex scuola elementare, in via Vittorio Veneto 1.
© Riproduzione riservata






