Germignaga | 1 Ottobre 2024

Germignaga, ricordi dal passato: le diciannove fontanelle

La mappa dei luoghi pubblici utilizzati per gli approvvigionamenti quando molte case ancora non erano dotate di acqua corrente. Soprannomi, funzioni e una toccante poesia in dialetto

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) C’era un tempo in cui le pubbliche fontanelle erano decisamente importanti in qualsiasi paese e il perché si fa presto a comprenderlo: la maggior parte delle abitazioni non era dotata di acqua corrente e chi non aveva la possibilità di avere un proprio pozzo nel cortile dell’abitazione, necessariamente doveva recarsi in una fontana pubblica ad approvvigionare l’acqua che serviva per gli usi domestici.

Grazie ad un documento che ho recentemente ritrovato, vi posso dire che meno di un’ottantina di anni fa, a Germignaga erano ancora parecchie le fontanelle disponibili, ubicate in diverse zone del paese: ben due in Via Vittorio Emanuele (ora via Cadorna), in via Umberto I° (ora Via Mameli) e in via Mazzini (ora via Toti), mentre in tutte queste altre vie o piazze ce n’era una sola: via Trieste (ora via Stehli), via Huber, piazza XX settembre, via Bodmer, via San Carlo, via Cesare Battisti (questa non so a quale corrisponde…), vicolo del Torchio, via Garibaldi (ora via dei Mille), piazza Roma, via dell’Uguaglianza (ora non più esistente, si trattava di un passaggio che congiungeva piazza Roma con Via Toti passando dietro la chiesa parrocchiale) e in via IV Novembre.

Ce n’erano inoltre altre due, probabilmente private, ma comunque di pubblico utilizzo: una collocata presso la Casa del Balilla e l’altra presso la Colonia Elioterapica. Complessivamente erano quindi ben diciannove. Di tutte queste fontanelle ne sono rimaste solamente alcune e quasi tutte come quella ancora presente in piazza XX settembre.

Chiamate spesso “drago verde” per via del loro tipico colore, oppure “vedovelle” in quanto avevano la caratteristica di avere una goccia d’acqua sempre pendente, “non per incuria ma per fattori tecnici”, come spiegato nel sito del produttore di queste fontanelle in ghisa, la Fonderia Lamperti di Castellanza.

“Milano” è invece il nome del modello di questa inconfondibile fontana, così chiamata in quanto originariamente veniva prodotta esclusivamente per la città meneghina, con l’aggiunta dello stemma comunale sul fronte. A confermare inoltre l’importanza delle fontanelle e quanto affermato nella prima parte di questo post, una toccante poesia in dialetto del compianto e indimenticato germignaghese, Giancarlo Bertonotti: credo che il testo sia comprensibile ai più e doveroso pubblicarla così (vedi foto di copertina, ndr). In caso contrario, chiedete chiarimenti e sarete certamente accontentati.

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