Il consigliere Massimo Mastri, revocato dal sindaco dell’incarico da vicesindaco di Marchirolo negli scorsi mesi, interviene su quanto è accaduto nel consiglio comunale del 30 luglio, in merito ai fondi rifiutati dall’amministrazione Schipani per la realizzazione di un nuovo asilo nido, dopo le critiche del capogruppo di minoranza Massimo Gilardi e la replica di Emanuele Schipani.
«L’impressione è che non sia stata una scelta rifiutare il fondo da 576mila del PNRR – esordisce Mastri -, dallo stupore emerso alla domanda del consigliere Gilardi, sembra evidente che nessuno era a conoscenza del contributo assegnato al comune di Marchirolo. La conferma di accettazione andava inviata entro le ore 15 del 5 giugno 2024».
«Tutto quello che poi è stato espresso quale giustificazione, “liste di attesa, carichi di lavoro”, ha convinto poco. Un contributo per l’asilo nido è una opportunità: purtroppo persa, “le liste di attesa sono di altri Comuni, mancanza di richieste sul nostro territorio “, affermazioni che non rispecchiano la realtà», continua l’ex vicesindaco.
«Assicurare un servizio così importante alla comunità di Marchirolo era un impegno elettorale – va avanti ancora -; estendere anche un servizio, eventualmente, ai cittadini dei paesi limitrofi rientra nel principio di fattiva collaborazione fra comuni delle nostre valli. Ricordo che il progetto in itinere per un futuro centro diurno per l’autismo non è vincolato al numero di soggetti autistici presenti sul territorio di Marchirolo».
«Per il carico di lavoro degli uffici ricordo che nel consiglio comunale si è approvato il Documento unico di programmazione semplificato, alla voce incarichi esterni ufficio tecnico si è impegnata la cifra, alquanto consistente, di 60.000 euro, disponibilità evidente per un incarico esterno per l’espletamento della pratica asili nido», spiega ulteriormente Mastri.
«Infine ricordo che il cantiere “nuova costruzione scuola elementare “ è fermo da mesi, passando si percepisce uno stato di abbandono imbarazzante. Capisco che c’è una variante in corso sugli impianti, mi risulta difficile accettare che per decidere di spostare, magari, una presa elettrica sia necessario fermare i lavori per otto mesi. La attività amministrativa è orientata verso obiettivi diversi; le esigenze sociali dei nostri cittadini non sono più una priorità», conclude l’ex vicesindaco.
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